Attività              
Associazione Moana Pozzi - Attività - Eutanasia di Di Ciesco
3 aprile 2007
   intervista al "Corriere della Sera" di Milano

Dichiarazione rilasciata da Mauro Biuzzi a Giovanna Cavalli, pubblicata sul "Corriere della Sera" del 3 aprile 2007:





leggi l'intero articolo (pdf - 187 KB)



 
 
APPROFONDIMENTO DEI TRE DOCUMENTI CITATI NELL'ARTICOLO DA MAURO BIUZZI a sostegno della tesi della falsità della notizia della morte per eutanasia di Moana Pozzi (provenienza documenti: Archivio Moana Pozzi):


 
Documento n. 1:

  - Testimonianza di Rosanna Alloisio, madre di Moana, sulla morte della figlia, raccolta da Luciana Frattesi nell'articolo Quel che resta di Lei, per il settimanale "Visto", 1995.

Nota: questo documento ci dà conferma
1) della costante presenza della madre di Moana al suo capezzale durante tutta la notte del 15 settembre 1994, in modo tale da rendere impossibile a chiunque di praticare a Moana, proprio quella notte, un'artigianale e lunghissima eutanasia per insufflazione d'aria;
2) della manifestazione di un orientamento religioso cristiano di Moana anche in punto di morte, coerentemente con quanto dichiarato in vita, nel quale non è prevista l'ipotesi dell'eutanasia.


estratto dall'articolo:
«Si profumava, si faceva pettinare da me: si preoccupava del suo cagnolino, Pallino, e di me, perché non riposavo. Leggeva i suoi libri: è vero, leggeva Sant'Agostino, e a me che le dicevo: "Moana, una lettura cosi impegnativa, così pesante! Ma leggi un romanzo!", rispondeva "Mamma, mi dà tanta serenità, ed è così attuale". Alla fine, chiedeva a me di leggerglielo. […]

L'ultimo giorno, prima di dirmi addio, mi obbligò a uscire e andarmi a comprare un vestito: "Non ti voglio vedere così conciata", mi aveva detto. Le presi anche dei dolci, ma quando tornai non riuscì a mangiarli. Stava, a poco a poco, perdendo coscienza. Chiedeva della sua nonna, e quando la scuotevo, le ricordavo che era morta, mi rispondeva: “Lo so, certo, ma mi ha detto che veniva a prendermi". I medici mi dicevano: "E’ colpa dell'ossigeno, la riporti alla realtà", e io le parlavo, cercavo di farmi rispondere a tono.

Venne la notte: respirava a fatica, ma le vedevo il cuore che batteva sotto la camicia; aveva gli occhi socchiusi, e io non mi rendevo conto che quello era il coma. Era agitata, chiamava il suo cagnolino. Non sapevo che fare: riordinavo le sue cose sul comodino, e pregavo: pregavo perché il Signore non la facesse più soffrire. Mi voltai, e d'improvviso il respiro era cessato, corsi a chiamare l'infermiera, le controllò il polso, e mi disse: "C'est fini".
Mi aveva chiesto di metterle uno dei suoi vestiti più belli, un abito di Valentino, di pizzo color écru, a cui era molto affezionata. Non lo avevo in ospedale, e così le infilammo una camicia da notte dello stesso colore; la pettinai, come mi aveva chiesto, e le lisciai le sopracciglia, misi sul petto una piccola corona: poi venne una diaconessa, disse alcune preghiere, e quello fu il mio addio a Moana.

Aveva chiesto che le facessi recitare una preghiera che aveva letto un giorno a Lerma; era intitolata: "Se mi ami, non piangere". Ma non la trovai, in quel momento: gliel'ho recitata io dopo, ma ogni volta
che la leggo, non riesco a non piangere.
Era bellissima: il viso era tornato roseo, non soffriva più.
Mia figlia se ne è andata alle 6 e mezzo del mattino del 15 settembre 1994, all'Hotel Dieu di Lione.»

leggi l'articolo (pdf - 277 KB)

 
Documento n. 2:

  - Dichiarazione di Antonio Di Ciesco sul suo giuramento di silenzio fatto a Moana, raccolta da Sergio De Gregorio nell'articolo Nel cuore di Moana c'era un marito segreto, per il settimanale "Oggi" del 10/10/1994:

"Le ho giurato sul letto di morte di non raccontere nulla della nostra storia d'amore", dice Antonio Di Ciesco [...]
Antonio è rimasto fedele alla consegna del segreto di Moana. "Mi ha chiesto di non parlare, di non racconrtare nulla, e io sono deciso a rispettare le sue volontà...", si schermisce pur sapendo che il suo nome , ormai, è destinato ad interessare le cronache. [...]

leggi l'intero articolo
 
Documento n. 3:

  - Biglietto privato, manoscritto da Moana negli ultimi giorni di malattia, in cui esprime ad Antonio Di Ciesco la volontà di scaricarlo di tutte le responsabilità nei suoi confronti. Pubblicato da Aldo De Luca nell'articolo Moana, l'eredità e il mistero dei due testamenti, per "Il Messaggero" dell'1/10/1994.

Nota: questo documento prova la volontà di Moana di deresponsabilizzare Di Ciesco dall'avvenimento imminente della sua morte, che vuole quasi vivere in assoluta autonomia da lui, e, allo stesso tempo, è assolutamente impensabile che possa essere indirizzato ad una persona alla quale si sta chiedendo di aiutarla a morire.

testo del biglietto:
"Antonio, abbandona questa nave che affonda. Io da buon capitano penso e dico che affonderò con la mia nave."
 

 
 

(scheda a cura dell'Archivio Moana Pozzi)
 
 


    © 2004-2006 Associazione Moana Pozzi - amp@moanamoana.it