ARCA. PROPAGANDA
Spett. ISTITUTO RELAZIONI PUBBLICHE - Foro Buonaparte, 63 20121
Milano
OGGETTO: Concorso per il miglior comportamento comunicativo
dei partiti che hanno partecipato alle elezioni politiche del
5 e 6 aprile del 1992.
RELAZIONE INTRODUTTIVA:
strategia di comunicazione adottata
dal Partito dell'Amore.
II Partito dell'Amore è, proprio nella sua concezione
primaria, una megaperformance di comunicazione globale.
Non è quindi un partito inteso come organizzazione dello
scambio tra egemonie ideologiche e classi o gruppi sociali, bensì
una "emittente" di immagini che garantiscono l'immediata
replica con una pulsione collettiva catartica (come per un goal
televisivo, segnato dalla propria squadra): il Partito dell'Amore
è un'opera di arte del comportamento, un esperimento di
individuazione, nel contesto italiano, del punto più critico
fino al quale è possibile condurre il rapporto tra il linguaggio
di comunicazione "classico" della nostra politica nazionale
e il linguaggio dei nostri mezzi di comunicazione di massa. Abbiamo
operato riducendo ai minimi termini il primo linguaggio (e i suoi
media) e forzando, per quanto più possibile, il secondo
(col ricorso alle Immagini più smaterializzate, pur se
efficaci, dell'attuale lessico visivo: quelle erotiche e quelle
religiose, la miscela, sempre altamente reattiva e pulsionale
di sacro e profano, con la sua grande capacità di creare
antagonismi).
La smaterializzazione totale della struttura-partito come mezzo
di raccolta del consenso sulla base d'un patto sociale (la fame:
ovvero
la parola e il programma), a favore di un situazionismo
quasi esclusivamente visivo e onirico, atto a determinare la più
forte polarizzazione possibile del desiderio collettivo (il sesso
: ovvero
l'immagine che non promette ma appaga e guarisce),
una scelta in sostanza non
logocentrica ma
terapeutica
(ad esempio, come nelle campagne di Oliviero Toscani), ci ha consentito
la raccolta di
22.409 voti certi (più circa
6.000
incerti e annullati) per la Camera e oltre 16.000 per il Senato
nella XIX0 Circoscrizione, pari a quelli della Lega Nord.
Inoltre i
12.393 voti nominali di Moana Pozzi la pongono
davanti a ben tre Segretari e capolista: Umberto Bossi/Lega Nord
(
6.985), Sergio Garavini/ Rifondazione Comunista (
9.824)
e Francesco Rutelli/Verdi (
10.778).
Con i suoi voti, Moana Pozzi si sarebbe piazzata
seconda
nelle liste del PLI (dopo Altissimo), del MSI (dopo Fini) e della
Lista Pannella (dopo Pannella);
terza nel PRI e nel PSDI;
sesta nel PDS e
ottava nel PSI.
Come dire che nel PDS, in Rifondazione, nel PRI, nell'MSI, nel
PLI, nella Lista Pannella e nei Verdi, cioè in ben sette
partiti già affermati, Moana Pozzi avrebbe conquistato
un seggio!
Per un candidato femminile capolista in una piccola formazione
al suo esordio, candidato peraltro senza alcun precedente politico
se non la militanza nella pornografia (che a questo punto dovrebbe
invece cominciare ad essere considerato un buon precedente politico),
ci sembra che il risultato sia straordinario per inconfrontabilità
e potenziale innovativo.
Parla da solo anche un sondaggio nazionale di Swg-"Europeo"(nel
n. 16 del 16/04/1992): “
Parafrasando ancora il classico
adagio si può dire pochi nemici, poco onore: i partiti
sotto la quota uno per cento di insofferenza da questo punto di
vista hanno poco di cui rallegrarsi. E' probabile, infatti, che
nessuno abbia votato contro di essi perché sono considerati
irrilevanti, o perlomeno non in grado di determinare nuove realtà
politiche. Una considerazione a sé merita il Partito
dell'Amore: anche se conosciuto meno di molti altri ( i partiti
non venivano nominati dalle intervistatrici, le risposte quindi
sono state tutte spontanee), ha raccolto una quota significativa
di voti contrari: il 2,5%, dopo DC (20%), MSI (9,1%), Leghe
(8,6%), Rifondazione (5,1%), PDS (4,6%), PSI (3,8%) e prima di
PRI (1,2%), PSDI (0,2%), Lista Pannella (0,6%), Rete (0,1%), PLI
(0,0%), Verdi (0,0%) e Altri (2,1%).".
Stando a questo anti-voto, avremmo reintrodotto un nuovo e forte
(
2,5%) tabù politico nel panorama dei segni politici
italiani tradizionali tendenti ad un super-governo di equivalenze
monosemiche, sotto il quale si potrebbe celare la volontà
di espressione di una nuova polarità collettiva, legata
ai bisogni affettivi, alla sessualità, al desiderio e che
crescerebbe sulle rovine dei valori ideologici del cattolicesimo
e del comunismo.
Riteniamo di aver comunque fornito una prima dimostrazione in
Italia, dell'assioma già sostenuto da Walter Benjamin:
"
L'attuale crisi delle democrazie borghesi implica una
crisi delle condizioni determinanti per l'esposizione di coloro
che governano. (...) Si svuotano i Parlamenti, contemporaneamente
ai teatri. La radio e il cinema modificano non soltanto la funzione
dell'interprete professionista ma anche, e allo stesso titolo,
quella di coloro che, come i governanti, interpretano se stessi.
(...) Ciò ha come risultato una nuova selezione, una selezione
che avviene di fronte alla macchina da presa; da questa selezione
escono vincitori il divo e il dittatore." (nota 20, da
L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità
tecnica).
Nonché di quanto affermato, in tempi più recenti,
da Jean Baudrillard, il teorico della Simulazione: «
E'
tutta la sfera politica che perde la propria specificità
quando entra nel gioco dei media e dei sondaggi, cioè nella
sfera del circuito integrato domanda/risposta. La sfera elettorale
è in ogni caso la prima grande istituzione in cui lo scambio
sociale si riduce all'ottenimento d'una risposta. E' grazie a
questa semplificazione segnaletica che essa è la prima
ad universalizzarsi: il suffragio universale è il primo
dei mass-media. [...]"Che molti lamentino la corruzione della
politica da parte dei media, deplorando che la manopola della
TV e i pronostici PMU (i sondaggi) abbiano sostituito allegramente
la formazione d'una opinione, testimonia semplicemente che essi
non hanno compreso nulla della politica" (Le Monde). Ciò
che caratterizza questa fase dell'iperrealismo politico è
la congiunzione necessaria tra il sistema bipartitico e l'entrata
in gioco dei sondaggi come specchio di questa equivalenza alternativa
del gioco politico. I sondaggi si situano al di là di qualsiasi
produzione sociale d'opinione. Non si riferiscono più che
al simulacro dell'opinione pubblica.» (da
Lo scambio
simbolico e la morte).
Un dato, infine, ci fa riflettere: i vari mezzi di comunicazione
(dai TG-2 e TG-3 alle reti Fininvest, le maggiori testate giornalistiche)
avevano prefabbricato abbondantemente la notizia dell'elezione
di Moana Pozzi: le urne hanno smentito i mass-media che, in un
certo senso, hanno "perso" insieme a Moana Pozzi. L'apporto
dei mass-media è stato determinante ma non decisivo: forse
qualcosa non funziona più nell'"ordine delle simulazioni"
e quindi nei codici che costruiscono il consenso?
Ribaltando questa considerazione, possiamo tuttavia affermare
di aver raccolto oltre 22.000 voti che non esprimono la contropartita
di un servizio politico reso o promesso, clientelare o meno, bensì
il consenso ad una pura comunicazione visiva ritenuta valida "in
tempo reale" (la Bellezza, l'Innamoramento...), oltre il
valore di scambio, quasi come se il voto abbia espresso, in forma
tribale, un contro-dono, una gratitudine, un bacio o un segno
di pace: ben altro che espressione e linguaggio di protesta, Moana
è stata simultaneamente il medium e il messaggio di un
profondo quanto vasto bisogno d'Amore! La qualità del target
di voti del Partito dell'Amore è d'una natura inedita rispetto
a quella dei voti governativi, d'opposizione, di protesta o qualunquisti.
In conclusione, il sistema proporzionale e uninominale, pur consentendoci
un successo maggiore più in termini di comunicazione che
di consenso politico utile, sembrerebbe averci soprattutto concesso
l'elaborazione di una strategia di comunicazione se non altro
originale ed esemplare, per il rapporto inconsueto e favorevole
tra mezzi impiegati (circa 20.000.000 di lire di spesa viva) e
risultato ottenuto (oltre 22.000 voti, prima tra le nuove liste
dopo La Rete e la Lista Referendum).
Tale possibilità di rinnovamento del linguaggio politico
(forse vero tema di queste elezioni) è certamente ciò
che noi, fin dall'inizio, abbiamo inteso come tentativo di applicazione
di una nuova forma di
libertà di espressione, premessa
alla raccolta di qualsiasi consenso ottenuto democraticamente.
Pensando al rapporto tra un certo tipo di candidati che hanno
"ringhiato" da dentro gli schermi di certe emittenti
televisive malavitose e la nostra Moana che ha sorriso dal suo
cuore catodico luminoso e rosa, ci auguriamo che quanto appena
detto sia stato vero per le formazioni politiche tradizionali
italiane almeno la metà di quanto lo è stato per
noi del Partito dell'Amore.
"
Ho votato per un altro partito, ma mi dispiace che
Moana abbia perso": questo commento confidenziale,
da noi molto raccolto, meglio di qualsiasi analisi socio-politica,
la dice tutta sulla differenza "politica" tra il voto
ai Partiti e quello a Moana e al suo Partito dell'Amore. Lo ha
ammesso pubblicamente, e non è un caso, anche la troupe
di "
Avanzi" nella sua ultima puntata post-elettorale.
Perché il Partito dell'Amore è stato proprio come
una simpatica trasmissione di seconda serata, nel mare della banalità
televisiva, che quando finisce lascia un po' d'amaro in bocca.
D'altronde, l'avevamo detto che il nostro nemico era il Partito
dell'Alienazione e chi può negare che non abbia vinto?
Il Partito dell'Amore è stato un bel sogno collettivo finito
troppo presto, fatto con la materia e con il linguaggio dei desideri
dei nostri contemporanei (soprattutto dei giovani, che cresceranno...).
Nel giro di tre mesi, gli italiani si sono innamorati di Moana
e del Partito dell'Amore ma, al momento di votare (cioè,
di confessare), qualcuno si è vergognato di ammettere
che questo suo sentimento fosse socialmente e politicamente
serio, in una vera e propria rimozione collettiva operata dall'Io
(Politica e Ideologia) ai danni dell'Es (il Partito dell'Amore):
questo è il commento politico che diamo al nostro voto
e alla nostra "sconfitta".
E allora, che dire? Parafrasando Lenin e Freud: Innamorati italiani,
ancora un piccolo sforzo!
Roma, 13 aprile 1992
Mauro Biuzzi (ARCA. PROPAGANDA)
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SCHEDA DATI E PIANIFICAZIONE
-
Dati e date: il Partito dell'Amore viene fondato, con
deposito notarile di un atto costitutivo e di uno statuto e
con la registrazione del contrassegno, il 12 luglio 1992 da
Riccardo Schicchi (Presidente), Mauro Biuzzi e Paola Petino.
L'idea è quella di trasferire i risultati dell'attività
politico-trasgressiva cominciata nel 1976 da Ilona Staller e
Riccardo Schicchi con il Partito Radicale, nell'ambito di una
formazione autonoma che trasformi la sessualità e i suoi
bisogni da movimento in partito popolare regolarmente rappresentato.
Mauro e Marcella Biuzzi (che ricoprono la carica di Rappresentanti
Cultura e Propaganda) provengono dall'architettura, dall'arte
visiva e dalla linguistica: dirigono lo studio ARCA.PROPAGANDA
che svolge da quindici anni, in ambito internazionale, un'attività
legata alla performance tecnica e al comportamento estetico-politico.
- Il simbolo: il simbolo del partito è tratto da
un'opera grafica di Mauro Biuzzi (donata al fondo del partito),
realizzata nel 1987, che raffigura il primo manifesto elettorale
di Ilona Staller con l'aggiunta, sul consueto diadema frontale,
di una piccola croce pendente (questo diadema di cordone rosa
con crocetta in metallo, diventerà il simbolo concreto
del partito e si chiamerà Rosario, v. allegato). L'opera,
dal titolo "
l'Icona Staller", era già
stata esposta in varie occasioni (nel 1989, agli Incontri Internazionali
d'Arte di Roma, a cura di Bruno Corà).
Il tema posto nel simbolo era quello di esprimere la migliore
espressione dell'uninominalità ma in versione femminile.
Da qui discende in linea diretta la soluzione di inserire in
un cuore direttamente il volto di Moana Pozzi (dopo quello di
Ilona Staller, poi ricusato dalla medesima). Forniamo, col beneficio
di inventario, alcuni singolari primati statistici attribuiti
a questo simbolo da diversi osservatori politici e grafici,
per contrassegni di partiti ammessi dal Ministero dell'Interno
a partecipare ad elezioni, dalla formazione della Repubblica
Italiana:
- primo contrassegno che introduce una croce (oltre quello della
DC e senza essere per ciò ripudiato per vilipendio della
religione);
- primo contrassegno che introduce il segno del
cuore;
- primo contrassegno che raffigura il
volto del leader;
- primo contrassegno che raffigura il
volto di una donna;
- primo contrassegno che raffigura il
volto di una pornostar
(questo primato è mondiale);
- primo contrassegno
tridimensionale (che sostituisce il
cerchio con un piatto ombrato);
- primo contrassegno che introduce il
colore rosa nel novero
delle aree politico-culturali (dopo nera, bianca, rossa, verde,
tricolore, grigia-pensionati, ecc.).
Per il simbolo, vedere lo studio analitico allegato, dal titolo
Ex-voto: Regina Elena.
-
Personale impiegato: Riccardo Schicchi ha svolto quasi
tutte le operazioni di coordinamento delle attività, di
pubbliche relazioni e, coadiuvato da Paola Petino, di ufficio-stampa
(con una media di due persone ai telefoni di sede).
Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini hanno svolto le funzioni di
elaborazione dei testi teorici e di presentazione del partito,
della progettazione e realizzazione esecutiva di tutta la grafica,
degli addobbi e dell'oggettistica ( versioni del simbolo, striscioni,
tessera del partito, grafica della modulistica, gadgets, fanzine,
volantini, manifesti, ecc.), della raccolta delle firme nelle
discoteche e della presentazione della lista (strategia di pianificazione
delle serate, supervisione tecnica della raccolta, addobbo dei
tavoli, coordinamento delle candidate, coordinamento dei cancellieri
e dei 7/8 volontari; quindi registrazione del simbolo al Min.dell'Int.,
riscontro anagrafico delle 3.000 firme raccolte, preparazione
e presentazione delle liste della Camera e del Senato in Corte
D’Appello).
-
Raccolta delle firme: sono state sufficienti diciassette
serate in discoteche romane per la raccolta di 3.100 firme di
giovani elettori, di cui 2.200 valide hanno consentito la difficile
ammissione del partito alla competizione elettorale. Si allestiva
un solo tavolo arredato con tutti i nostri gadgets e con la
presenza di Moana e Barbarella, oltre ai 7/8 giovani volontari
e Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini. Il tavolo raccoglieva 150/200
firme a serata, circa 5/7 volte di più di un tavolo degli
ultimi referendum. Le discoteche venivano messe a disposizione
gratis, alle volte anche con promozione (v. volantini allegati).
Presenza costante delle testate e delle TV nazionali ed estere,
che seguivano e documentavano la performance del nostro "tour
dell'Amore". Unica spesa viva: circa 3.500.000 di lire
per i cancellieri preposti all'autentica delle firme.
CAMPAGNA ELETTORALE:
-
Campagna televisiva: canale principale di comunicazione
prescelto per la campagna. Deve essere sottolineato che tutti
i passaggi televisivi per il Partito dell'Amore sono stati gratuiti,
mai richiesti ma sempre su invito delle emittenti, che non sempre
è stato possibile soddisfare proprio in ragione della
eccessiva quantità. Ne elenchiamo solo i principali,
a titolo d'esempio(escludendo gli inviti apolitici di Pozzi
e Staller):
- Tre Tribune Elettorali TG-3 Lazio: Moana Pozzi, Mauro Biuzzi
e Riccardo Schicchi;
- Tre Tribune Elettorali RADIODUE: Mauro Biuzzi, Riccardo Schicchi,
Marcella Biuzzi;
- circa dieci TG internazionali per Moana Pozzi: emittenti nazionali
francese, svedese,
lituana, americana, brasiliana, australiana ed altre;
- oltre venti passaggi su TV nazionali per Moana Pozzi: RAI-3
(Diritto di replica e Samarcanda), Italia uno (L'Istruttoria,
tre volte), Italia uno (Conto alla rovescia), Rete 4 (Onorevoli
Signore), Canale 5 (Studio aperto, due volte), Telemontecarlo
(Speciale elezioni e TV Donna), TG Videomusic;
- passaggi per Riccardo Schicchi: TG-Rai 3, Italia uno (L'Istruttoria),
Video-uno;
- passaggi per Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini: Rai 3, Italia
uno (L'Istruttoria), Video uno, GBR Cinquestelle, Telestudio
61;
- passaggi per il Partito dell'Amore: Studio aperto (scheda),
TG 2, TG 3 (in occasione della raccolta firme, della conferenza
stampa e del comizio);
- circa trenta passaggi complessivi sui TG;
- due passaggi a "Blob - dopo elezioni".
-
Materiale cartaceo di propaganda: volantini stampati
e pochi manifesti, solo per addobbo.
-
Conferenze stampa: cinque (dalla costituzione del partito,
alla candidatura di Moana Pozzi a Milano, all'apertura della
campagna all'Hotel Nazionale, ecc.).
- Comizi pubblici: uno, a piazza del Popolo, con i candidati
su un camion addobbato con manifesti, a Piazza del Popolo, sotto
la pioggia (sei passaggi al TG-2).
- Incontri stampa: un "forum" di due ore presso
l'Associazione Stampa Romana, istituito eccezionalmente anche
per il Partito dell'Amore (oltre che per una decina di partiti
tradizionali), data l'eccezionale ricaduta sulla stampa nazionale
della sua campagna elettorale.
-
Raccolta-stampa:
- circa 1.500 articoli in
stampa nazionale (dalla
conferenza stampa di Moana Pozzi del 27/12/1991 al 10/04/1992);
- circa 190 in
stampa estera (comprese TIME magazine
n. 14 e Newsweek n. 7),
vedi
stampa estera;
- circa una trentina di
prime pagine di quotidiani nazionali;
- circa una decina di
copertine di settimanali nazionali
(Espresso, Panorama, il Venerdì di Repubblica, Sorrisi
e canzoni TV, tra gli altri) .
-
Costi finali complessivi: se si escludono i tempi e
le opere d'ingegno e di P.R. che i cinque o sei membri e candidati
hanno donato al Partito dell'Amore, i costi vivi di tutta l'operazione
elettorale si aggirano intorno ai 20.000.000 di lire.
ARCA. PROPAGANDA
Allegati per il Concorso I.P.R. Istituto Relazioni Pubbliche
TESTI
- analisi per la progettazione del simbolo ("Ex-Voto: Regina
Elena" di Mauro Biuzzi)
- curriculum Mauro Biuzzi - ARCA PROPAGANDA
- un testo teorico di Mauro Biuzzi (" l'Ellisse dell'Amore")
- un sondaggio- spoglio dei nostri messaggi raccolti dalla stampa
PROPAGANDA
- alcuni esempi di modulistica tecnica (carta intestata, fax,
modelli per firme, ecc.)
- alcuni volantini-fanzine per la raccolta firme in discoteca
- due striscioni (in due formati)
- una tessera del partito, profumata alla rosa
- un feticcio del partito: il Rosario (diadema o collare, in
cordone rosa con crocetta)
- alcuni Volantini-Palloncini
- un cartellino di riconoscimento
- un volantino di Moana Pozzi con testo "la Sfinge Rosa"
(di Mauro Biuzzi)
- una "manifesta" di Marcella Zingarini (di Mauro
Biuzzi)
- documentazione fotografica minima
- rassegna-stampa minima per le sole immagini