Attività              
Associazione Moana Pozzi - Attività - DilloadAlice
28 novembre 2006
   Moana spiegata ad Alice




Mauro Biuzzi - foto Sabina Gnisci



Moana Sindaco di Roma - foto di
Mauro Biuzzi (per il manifesto
elettorale alle elezioni del 1993)



di Andrea Marsilletti (direttore di www.dilloadalice.it)

- A. M. : perché è nata l'Associazione Moana Pozzi e quale attività svolge?

- Mauro Biuzzi: intanto le dico per cosa non è nata l’AMP: non è nata per museificare Moana, non è nata per raccontare “la propria” Moana, non è nata per creare-alimentare-lucrare sul suo eventuale mito.
L’AMP è nata per la volontà di Moana che io tutelassi, organizzandolo e conservandolo, l’Archivio Generale della sua attività.
In secondo luogo, per quanto ciò possa disturbare la logica di molti malpensanti, l’AMP è nata per continuare quel processo di critica alla pornografia di massa che io, fondatore dell’AMP e del Partito dell’Amore, ho avviato nel 1992 in accordo con Moana (che del porno è erroneamente considerata la maggiore interprete e invece fu la maggiore critica) e che con la sua morte si è interrotto.
Perché, vede, la Pornografia è un UFO sul quale la Doxa, più che su molte altre cose pubbliche, pretende da sempre uno sfegatato conformismo bipolare: o pro o contro (tanto a destra che a sinistra). Da questo conformismo nasce la tolleranza generalizzata che è poi una forma di svogliato menefreghismo.
Con la conseguenza che la Pornografia, dalla nuova frontiera dello spirito libertario degli anni ‘70 e ‘80 (in Italia, dall’elezione parlamentare di Ilona Staller con i radicali nell’87 fino al mio Partito dell’Amore del ’91), si è avviata a diventare uno dei più solidi circhi del nostro Impero dell’Immagine, nel quale vendere, a poco prezzo e su scala globale, soluzioni sessualmente alienanti a eserciti di alienati sessuali, perlopiù maschi.
Per questo è sempre più necessaria una “critica della ragion pornografica”, che è ciò che Moana aveva cominciato a fare smantellando l’immagine trasgressiva di pornostar per quella seduttiva e metafisica de “La filosofia di Moana” (il suo unico libro), che insieme abbiamo sviluppato con il PdA e che oggi continua nello spirito dell’AMP e dei suoi interventi pubblici, che tutti possono leggere nella sezione “Attività” del nostro sito www.moanamoana.it .

- Non credete sia eccessiva la beatificazione di una pornostar? Qualcuno l'ha paragonata a Marylin Monroe?

-
Sì e no, anzi, dipende. E’ un fatto che milioni di persone, alla repentina notizia della sua morte, hanno tradito un sentimento di perdita e di mancanza incontenibile, che ha trovato riscontro in personalità della cultura, dello spettacolo, della politica, della religione e del giornalismo, cosa che succede solo per gli eroi dello sport e dello spettacolo, per i padri della Patria e per i santi.
Il fatto che questo crollo emotivo sia avvenuto per una pornostar e non per i suddetti “uomini illustri”, è semmai eccessivo e imbarazzante soprattutto per gli italiani, che sono caduti nella trappola dell’ultimo capolavoro di seduzione di Moana, che è stata anche una nemesi storico-politica per le censure e i processi che quella stessa società le aveva fatto subire. Beatificazione o lacrime di coccodrillo, dunque?
Quella fu certamente una gigantesca rimozione collettiva della profonda infelicità privata e pubblica nella quale mette radici la pornografia, che non ne è la causa ma solamente un sintomo.
Anche per questo, io e l’AMP ci siamo battuti per vie legali contro l’enorme sostegno dato ancora nel 2005 dai mass-media a quelle favole - che io chiamo “trash di regime”- che vorrebbero Moana ancora in vita chissà dove, in quanto rafforzano la suddetta rimozione, verso una deriva di porno-necrofilia collettiva al grido di “Evviva Moana!”. Detto questo, il paragone con la Monroe è sbagliato semplicemente perché lei era una star dello spettacolo e non una performer del sesso esplicito. A meno che non si voglia dire che Moana e le pornostar hanno soppiantato le dive di Hollywood sulla strada della controversa affermazione dell’identità femminile occidentale, ma in tutt’altro scenario antropologico (dalla Guerra Fredda dei ’50 alla caduta del muro di Berlino degli ‘80).

- Cosa aveva di così speciale il personaggio di Moana? Quale l'attualità di un personaggio che è stato un'icona degli anni '80?

- Moana era riuscita a spostare, già negli anni ’80 e grazie anche al modo con il quale abbiamo condotto insieme la sua avventura politica (che è anche l’ultimo impegno della sua breve vita e che le darà finalmente la notorietà mondiale), il fulcro della sua immagine pubblica più sull’intelligenza e la sensibilità che sulla provocazione trash, più sul terreno di chi ha nuovi valori che su quello di chi rivendica diritti.

-Cosa distingue, a suo giudizio, la pornografia di Moana da quella dei giorni d'oggi?

- Le ho già risposto: per Moana la pornografia era un mezzo per cambiare la realtà, era rivoluzionaria e terapeutica, voleva cambiare le regole, era lo scandalo della bellezza che rende felici.
La pornografia di oggi è diventata un fine, un lavoro come un altro, un consumo tra gli altri, senza emozione, solo preoccupata degli effetti speciali, sempre più virtuale e, in questo, autoritaria nella sottrazione del corpo ad un atto sessuale che è sempre più e solo tele-visivo (intendo le “dirette” delle live-cam in internet e dei live-show nelle tv satellitari).

- Nel 1991 è stato uno dei fondatori del Partito dell'Amore... le tesi del suo movimento sono ancora attuali? e oggi il suo partito che cosa fa?

- Ho fondato (e sono stato “l’ideologo”) del PdA con gli esponenti storici della pornografia militante e radicale italiana (Schicchi, Staller, Moana) proprio per non avere una distanza intellettuale e rassicurante dal problema politico, culturale, estetico e antropologico che essi avevano rappresentato, per portare una vera critica dall’interno a quel sistema, per farlo crescere mettendomi in gioco con loro.
Questa mia “critica” continuerà e sarà attuale finché non sarà chiaro a tutti che Moana è stata la regina dell’anti-porno, che questo è stato il nuovissimo messaggio del PdA e che è ancora tutto da mettere in chiaro.
Io, quindici anni dopo, credo che la visione della pornografia come porta-bandiera dell’anticlericalismo sia del tutto miope, nostalgica, conservatrice infondo. Il futuro è nel rapporto della nostra cultura sessuale con la cultura islamica, per esempio: nella tenuta o meno del multiculturalismo anche sul quel terreno, nello scontro di civiltà.
E’ lì che il “mio” PdA aspetta tutti.

- Alle ultime elezioni politiche del 2006 l'Associazione Moana Pozzi ha dato indicazione di voto per Rifondazione Comunista: Moana era comunista?

- Se il comunismo teorico si fonda sull’abolizione della proprietà privata e la conseguenza è il libero amore, allora Moana è l’unica comunista reale che ho conosciuto. Poi, se ci penso bene, è anche l’unica vera cristiana che ho conosciuto, ma il perché glielo spiego un’altra volta.

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