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Riceviamo
e volentieri pubblichiamo un paio di foto dal nuovo book di Virna
Bonino in arte Barbarella.
Accanto a Moana nel Parnaso della generazione storica delle pornostar
italiane, come Barbarella è stata anche militante
della primissima ora del Partito dell’Amore, presenza
entusiasta e fiduciosa fin dalle prime ignorate sortite pubbliche
di quello che sarà uno dei maggiori eventi mediatici italiani
del 1992: la campagna elettorale del PdA.
Come Virna Bonino, prima del porno, aveva esordito a Torino con
interpretazioni in performance underground di ottimi artisti del
settore (che erano stati poi anche i nostri esordi artistici...),
al contrario di molte colleghe del porno che si sono intellettualizzate
approdando alla body-art (come Ilona Staller con Jeff Koons o Moana
con Sylvano Bussotti o la mitica Annie Sprinkle con "il Post-Porn
Modernist Show" in USA o la recente Ovidie con il "Porno
Manifesto" in Francia).
Nell’esperienza del PdA trovò uno sfogo costruttivo
quella sua innata intolleranza per l’ingiustizia pubblica
e privata, che gli procurò non poche incomprensioni nella
carriera, come quando si allontanò dalla troupe di “Avanzi”
nel 1992 (dove era la Signorina Doxa) o abbandonò la scena
dell’”Hamlet suite” di Carmelo Bene nel 1994 (dove
era uno degli angeli barocchi, troppo vivi tra quelli di cartapesta).
Barbarella si distinse appunto per il suo caparbio impegno di “Pasionaria
dell’Amore”, per la sua indimenticabile e lunga performance
(sei mesi, da novembre 1991 ad aprile 1992) nelle vesti della “Libertà
che guida il Popolo” nelle azioni pubbliche del PdA, per questa
sua infaticabile e carismatica presenza sulle nostre barricate rosa
- dalla presentazione del simbolo del PdA alle prime tribune nelle
tv locali, dai tavoli della raccolta firme ai palchi della campagna
elettorale – alla quale era stata spontaneamente portata dalla
lucida e intelligente coscienza dell’aspetto civile e rivoluzionario
insito nella sua carriera di performer del sesso.
Questo suo impegno, passione o arte, l’ha resa per sempre,
come Moana e Ilona, qualcosa di molto più complesso di una
semplice “impiegata della bellezza”, cosa di cui ancora
la ringraziamo, invitandola a non perdere mai questa sua qualità,
nemmeno nel cinismo e nella piattezza del bieco consumismo ormai
dilagante in qualsiasi settore della Creatività.
Il Tempo ha aggiunto al suo splendido sguardo forme fisiche più
barocche che, superati i tempi rivoluzionari alla Delacroix, meriterebbero
le attenzioni di un Rubens contemporaneo, se solo gli capitasse
di vedere le sue foto sul nostro sito.
Auguri, Barbarella! |