Attività              
Associazione Moana Pozzi - Attività - Misteriosa Mara
novembre 2006
   la lettera di Mara e la nostra nuova risposta
 
La lettera di Mara:

Milano, Novembre 2006

Caro Mauro,
sono appena rientrata a casa, dopo una giornata pesante di lavoro... pesante perché lavoro come commessa in un negozio a contatto con la gente da molti anni e conosco i miei polli... e come tu sai non riesco a stare zitta e a non dire quello che penso... e quando si parla di Moana come al solito i polli credono di avere il coltello dalla parte del manico... comunque ritorniamo a noi... Accendo il computer e non è possibile!! Il mio nome?!! Sarà un'altra penso, ma che ha inviato una e-mail (perché io non ho una e-mail) ma con mio stupore apro e leggo, apro e leggo e... sono IO!!
Ti ringrazio molto, non sai come mi abbia fatto piacere e come sia stata poi felice di scoprire che hai anche pubblicato la mia lettera originale. Finalmente ce l'ho fatta!! non ho più alcun dubbio. Non sono pazza, ho ragione di sentire vicino Moana quando respiro un'aria pulita, quando sento il profumo della primavera, del mare, quando accarezzo il mio tenero gatto, così dolce ma nello stesso tempo indipendente, che non appartiene a nessuno, solo a se stesso... come Moana.
Ti ho voluto rispondere al più presto possibile perché sono onorata che tu mi abbia risposto personalmente e a breve ti manderò dell'altro materiale.
A breve aprirò la mia e-mail spero!! Comunque ti ho sentito dall'altra parte del muro e sai perché??
perché tra me e te non c'è il muro ma Moana...
A presto
con affetto

Mara

leggi la lettera (pdf - 453 KB)
guarda la busta (pdf - 304 KB)

 
   
 
Cara Mara,
eccomi di nuovo costretto a risponderti sul sito, non avendo di te alcun recapito.
Ma piacevolmente costretto perché c’era un po’ di scetticismo intorno alla tua esistenza, un po’ come intorno a quella dell’isola di Moana. Io ci credevo e ho ributtato a mare la bottiglia con il messaggio. E infatti tu ci sei e batti un altro bel colpo! Una lettera, e che lettera, di risposta.
Abbiamo molte belle lettere manoscritte di ammiratori nell’archivio di Moana, dato che all’epoca non c’erano ancora le mail. La tua è senza dubbio il “canto del cigno” delle lettere manoscritte a Moana, e questo tuo canto sono sicuro che arriverà fino a lei.
Le e-mail sono tutte scritte uguali: lascia perdere le e-mail, per favore... Davvero siamo noi ad essere onorati di pubblicare le tue rare e vere lettere scritte a mano.
Perché si sente che le tue parole restano accanto alle tue mani un po’ come il tuo gatto, o come tue impronte lasciate sulla carta, quasi fossero la tua voce.

D’altronde non c’è altro modo per scrivere bene di Moana: farlo stando il più possibile vicini al proprio corpo, ma come se ci mettessimo nudi davanti a lei.

Ti spiego meglio questa cosa raccontandoti un episodio vissuto.
All’inizio della campagna elettorale del Partito dell’Amore del 1992, si pose la questione di come realizzare il materiale di propaganda (tessera, manifesti, volantini, gadget, ecc.) e io ero Responsabile della Propaganda, ovvero dell’immagine pubblica del PdA.
Il 12 marzo, alle 15 e 30, viene fissata una riunione con tutti i soci fondatori, i candidati, il Consiglio Direttivo, insomma una ventina di persone, nella sede romana del fun-club all’Olgiata.
Arriva anche Moana, particolarmente bella, mini di pelle nera, collant bianchi, capelli raccolti e tirati su. Sta tutto il tempo seduta immobile, seria e in silenzio, come al solito.
Si arriva ad un argomento spinoso, che preannuncia un duro confronto: chi scrive e cosa scrive sul retro del volantino che sostiene la candidatura di Moana. Una diecina di presenti si siedono a turno su uno sgabello di fronte all’assemblea e fanno la loro proposta: una specie di provino condotto in silenzio da Moana. Io vado da ultimo.
Non la guardai, sentii tutto il suo corpo che mi fissava attraverso gli occhi a mandorla, mi venne in mente che la mia emozione era simile a quella di Edipo che deve rispondere alla Sfinge e semplicemente dissi che l’elettore doveva sentire quello che sentivo io in quel momento, doveva avere il coraggio di affrontare l’enigma della Sfinge Rosa che era dentro di lui, mettersi nudo come Edipo, risponderle, sposare la sua causa e votarla.
Quindi recitai l’indovinello della Sfinge Rosa (poi diventato un nostro slogan) che avrei voluto scrivere sul volantino: “OSA! E’ coraggiosa, deliziosa e rosa…Che cosa?...Sposa la cultura rosa!”.
Silenzio generale dell’Assemblea, rotto dall’unica frase detta da Moana quella sera: “Il retro del volantino lo scrive Mauro e può scrivere quello che gli pare.”. Punto e tutti a casa. Per questo motivo il testo sul retro del suo unico volantino (pdf - 286 KB) , che di recente abbiamo visto in vendita in vari mercatini in Italia e su e-bay, ha per titolo “La Sfinge Rosa”, seguito dal suddetto indovinello. La soluzione dell'indovinello è proprio: Moana. E' lei la Sfinge rosa, dato che il suo terzo nome è Rosa. Infatti rosa è il colore, ma se lo scrivi con la R maiuscola è un nome di donna: Rosa appunto, come dire "La Sfinge Moana".
Da quel giorno e fino ad oggi, ogni volta che rappresento Moana con immagini o parole (cosa che poi feci spesso, prima e dopo la morte), mi sento addosso quello sguardo e quel corpo. Ma ormai mi sono abituato e lo considero quasi un privilegio, anche se un po’ inquietante.

Ora hai capito cosa volevo dire, Mara? Che è raro trovare chi, come fai tu, si mette semplicemente a nudo scrivendo di Moana, che sono poi quelli nei quali lei si sarebbe riconosciuta. Infatti lei, per esempio, nel ritratto fattole da Sabina Guzzanti non si riconosceva perché era goliardico e censorio, oppositivo e anti-erotico, senza pathos e a senso unico insomma.
Figurati se Moana si riconoscerebbe nei ritratti che le hanno fatto tutti quei suoi biografi postumi, spuntati come funghi più o meno velenosi, che hanno tutti in comune il fatto di non aver ricevuto da lei alcuna liberatoria quando era in vita, seppure l’avevano mai conosciuta: speriamo che siano finiti, almeno i più velenosi!

Torno alla tua lettera, Mara, dove dici: “Il mio nome?!! Sarà un’altra penso…ma con mio stupore apro e leggo e… sono IO!!”.
Ma credi davvero che a Moanaland (escluse le eroiche masochiste che fanno parte dell’AMP) ci si incontrino tante altre Mare, ovvero donne aperte, schiette, simpatiche che pensano di Moana quello che pensi tu, che rispettano questi loro pensieri al punto di metterli giù su una bella carta giallina con decorazioni colorate e dorate, come fai tu, e che per finire (udite, udite) vanno a mettere tutto in una cassetta postale, in una busta foderata di arabeschi con su scritto il nostro satanico indirizzo, come fai tu?
Chiudo subito con la retorica dicendoti che se ce ne fossero tante di Mare, Moana sarebbe stata eletta nelle elezioni politiche che ha perso nel 1992. Chiaro?
Invece le benpensanti italiane (che non è detto che sebben che sono donne, siano anche tutte infallibili), in obbediente attesa delle quote rosa e continuando a dar deleghe in bianco (ai loro maschietti), non si sono accorte che Moana era la prima donna della storia della Repubblica italiana che era andata a chiedere anche il loro voto dando come garanzia solo il proprio coraggio e la propria intelligenza, con un partitino che si era fatta raccogliendosi tutte le 3.000 firme quasi da sola, con una campagna elettorale costata una ventina di milioni di lirette dell'epoca e senza (anzi contro) i partitoni di Tangentopoli alle spalle.
Sono dovuti passare quindici anni da allora perché un’altra donna certamente di carattere, Alessandra Mussolini (guardacaso promossa nelle stesse elezioni in cui Moana fu bocciata), dopo quindici anni di politica con un partitone, abbia tentato quest’anno di farsi un partito tutto suo, sempre per insofferenza per le Segreterie e per i Segretari.
Scusa se la butto sempre in politica, ma mi viene spontaneo, perché il miserabile motivo per cui le donne italiane votarono poco per Moana è lo stesso per il quale oggi scrivono poco a noi. Lo scrivi tu, il misero motivo: “… e quando si parla di Moana come al solito i polli credono di avere il coltello dalla parte del manico solo per un motivo…”. Perché Moana fa troppo rima con puttana, dico io, perché possa essere presa seriamente, o non volevi dire questo e ho capito male?
Anche Cristo infatti, mettendosi dalla parte di Maddalena, si è messo dalla parte sbagliata del coltello, visto come l’hanno fatto finire.
C’è anche da dire che quando il manico del coltello sta da “quella” parte, non è che la mano va giù meno pesante se, invece delle giarrettiere, indossi il chador: pochi giorni fa ci è toccato vedere in palestina i carri armati israeliani sparare su un gruppo di donne arabe che marciavano disarmate e con i figli in braccio verso i carri per coprire la ritirata dei loro mariti…

Comunque ritorniamo a noi”, come scrivi tu: mi piace la tua idea che, a differenza dei muri che dividono, da quello di Berlino a quello di Gaza, Moana possa essere un muro che riunisce, come quello di un giardino segreto.
Ti avverto che se continui a mandarci delle lettere così piacevoli su Moana o sull’AMP, fregandocene della privacy, continueremo ad esporle alle nostre finestre virtuali come bandiere di vittoria.
E quel che è peggio, io forse continuerò a scriverti risposte così pallose e lunghe.

Quindi a presto: scrivici di questa idea che abbiamo in comune, di come ti nasce questa passione per l’isola di Moana, di che cosa ci vai cercando e di che cosa ci trovi. Se vuoi chiederci qualcosa che ti interessa sull’Archivio o sul nostro lavoro con lei, va anche bene. Dacci suggerimenti, dicci cosa manca nel sito. Fai quello che ti pare, anche niente. In tutti i casi, effettivamente se apri una tua e-mail la cosa sarà più semplice e più riservata.

Eros nazionale a parte, grazie di esistere dall’altra parte di Moana.

M.B.
 
   
   
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