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Ci
sono voluti dieci anni, da quella telefonata all'ospedale di Lione
la sera del 14 settembre 1994, per provare a rimettere insieme
le tessere crudelmente sparpagliate del ritratto musivo di Moana:
"Oggi mi hanno fatto una puntura lombare dolorosa come un
parto
Mi devi rappresentare crocefissa, ma ad una croce
color fuxia, gioiosa come sono stata io".
Nell'atto costitutivo dell'Associazione Moana Pozzi, all'articolo
2, si legge: "Scopo primario dell'Associazione è perpetuare
la memoria artistica, sociale e politica di Moana Pozzi, nonché
la sua incidenza nella storia del costume italiano attraverso
differenti mezzi della comunicazione e dello spettacolo (televisione,
cinema, teatro, performance, ecc.)".
Abbiamo realizzato questo sito, per rendere conto a questo particolare
scopo che l'Associazione si è data nell'estate del 1999,
anno della sua costituzione. Arriviamo a pubblicarlo oggi, estate
del 2004, dedicandolo al decimo anniversario della morte di Moana.
Il sito è il frutto di cinque anni di difficile reperimento,
documentazione e raccolta dei materiali in esso mostrati; del
minuzioso lavoro di archiviazione, informatizzazione e digitalizzazione
dei documenti selezionati; della progettazione di una chiara mappa
tematica del sito e, non ultimo, dello studio di una veste grafica
in grado di rappresentare e contenere tutte le varianti dell'esasperato
assolutismo estetico del Regno di Moana: dall'abbigliamento al
libro, dal live-show alla rivista, dalla casa al gadget, dal pornofilm
al varietà televisivo, dal partito politico alla performance,
dal tacco a spillo alla città
È quindi per un'idea di città, di isolato e di isola
che poi abbiamo dato alle nove sezioni del sito l'aspetto di nove
grandi padiglioni identici ma di colori diversi, che formano un'utopica
"Moana Expò" nel Tessuto Vasto come il Mondo
(World Wide Web). I volumi piatti, le campiture di colore,
le ombre taglienti, i caratteri moderni, l'azzurro del cielo alludono
ai teatri di posa di una Cinecittà virtuale, espressione
universalmente riconoscibile di quel divismo cinematografico mediterraneo
e romano del quale riteniamo Moana sia stata, nel bene o nel male,
l'ultima miracolosa incarnazione.
Ci auguriamo di aver reso a Moana ciò che le spetta, per
quanto veramente lo ha pagato, come donna difficile, come artista
coraggiosa e imbarazzante, come ultima grande professionista del
limite tra croce e delizia, ovvero, come unica diva popolare della
nostra generazione.
Il risultato non sta a noi giudicarlo: avvertiamo solo che è
attualmente pubblicato tutto il piano del sito, mentre il caricamento
di alcuni singoli paragrafi potrebbe ancora non essere avvenuto.
Vi chiediamo perciò la stessa pazienza di cui si sono armate
le pochissime persone che con pochissimi mezzi hanno reso possibile
la visualizzazione della grande quantità e varietà
di realizzazioni di Moana, tante anche rispetto alla fatale brevità
della sua vita.
Questo sito, avendo per ora carattere prevalentemente informativo,
si arricchirà nel tempo di ulteriori contributi propri,
nonché di quelli di chiunque voglia integrare o correggere
i documenti già in nostro possesso.
La versione in inglese del sito, in preparazione, ci consentirà
di riportare Moana nel mondo, purtroppo solo in quello virtuale
Buona visione e viva Moana!
M.B.
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