L’Associazione Moana Pozzi, pur essendo stata da più
parti sollecitata, ha deciso di non replicare alla notizia sulla
presunta simulazione di malattia e di morte da parte di Moana,
diffusa proprio nel giorno della sua commemorazione pubblica.
L’Associazione ha però voluto pubblicare
una frase ed un’immagine, in un popup sulla
prima pagina del suo sito www.moanamoana.it dedicato alla memoria
di Moana, sottoponendole alla considerazione dei suoi numerosissimi
visitatori.
La frase è la descrizione della morte
di Moana resa pubblica dalla mamma Rosanna, che oggi qualcuno
non si vergogna di ritenere falsa:
“ Se n’è andata poco dopo l’alba
all’ospedale di Lione, alle sei e mezzo del mattino di mercoledì
15 settembre, mentre mi stringeva la mano per l’ultima volta.
Quegli occhi tristi e rassegnati da bambina costretta a un destino
di morte non li dimenticherò mai…[…] La malattia
l’aveva resa irriconoscibile, l’ombra di se stessa.
Trentacinque chili, un animaletto indifeso che tuttavia riusciva
a commuovere tutti in ospedale, per il sorriso che dispensava
nonostante il male.[…] Nell’ultima notte il coma,
lei immobile. Ma i dottori, bravissimi, mi dicevano:”le
parli, lei capisce”. Al mattino faceva una grandissima fatica
a respirare e ho pensato: “Signore, portatela via, non farla
soffrire così”. Se n’è andata alcune
ore dopo, con le mani e le braccia già scure.” (Oggi”,
n. 39, 3 ottobre 1994).
L’immagine , a silenzioso commento
dell’Associazione sulla triste vicenda, è una foto
inedita del quadro che Moana, incline al perdono e all’umorismo,
teneva appesa accanto al suo letto rosa e che rappresenta, appunto,
“il Cristo deriso dai Farisei”…
Mauro Biuzzi