Il Premio Moana Pozzi
o PMP
nasce dalla nostra convinzione che Moana - la quale
diventò Icona della Pornografia in quanto
era una cubatura della Diva del Cinema, che era
a sua volta il quadrato di una Divina del Teatro,
della Pittura e della Poesia classiche (da Elena
di Troia a Eva) - non sia che un anello di una catena
esponenziale dell'Eterno Femminino che può
continuare anche
oggi senza bisogno della clonazione (forma
nostalgica di una scienza solo mnemonica), alla faccia di
quella scuola di cattedratici materialisti e neoborghesi
che vorrebbero quel Femminino popolare e contadino definitivamente
sterminato dalla Fine della Storia (1944) e dall'avvento
dell'Impero della frigida rockstar Madonna, androgina e
disincarnata immagine televisiva che regna sull'appestata
Vallettopoli Mondiale.
Il PMP
va in controtendenza nella difficile ricerca delle Nuove
Incarnazioni del Femminile Seduttivo, ultima immuno.barricata
di anticorpi opposti alle immagini.schiave del mercato drogato
del Crack.Trash ("icone" della fiction
alla romana, presentatrici
Alien.Regine, naufraghe trans.politiche
e áncor.woman sexy nella TV generalista; sexydive della
commedia-spaghetti e del Sex and the city nella Bollywood
globale; Lady A, B, C e D…. del political gossip
nel rotocalco; ano.ressiche per omo.stilisti che odiano le donne
non omo.logate nel sistema-moda; calendariate senza Calende più
che senza mutande nell'editoria; Piccole Fiammiferaie della cover
rock nel popbiz; casalinghe olimpioniche che confondono
doping, fiamma olimpica e fiamma tricolore nello sport-spettacolo;
educande anemiche e analfabete dei Concorsi di Bellezza nella
parrocchia dorata della Pubblicità; etc. etc.) e le elegge
Miss Moana
con una particolare cerimonia, qui documentata, tesa a coinvolgere
ed esaltare prevalentemente la loro fisicità, il Corpo
Glorioso della Candidata: la vestizione sacrificale del famoso
abito lungo di lustrini rossi che Moana volle realizzare per sé
copiandolo da quello di Marilyn Monroe, che gli valse l'identificazione
in vita con la sua prima grande replica previrtuale: l'indimenticabile
tigre di cartone Jessica Rabbit.
Sollevati dunque dalla stessa Moana dal correre
il rischio del feticcio e dell'idolatria televisiva del Sosia
caricaturale, immortaliamo poi le Fortunate Vincitrici con indosso
il famoso e importabile vestito di Moana, in un fotoromanzo e
una videostory personalizzata, che è il Premio immateriale
che documenta il vero Premio materiale e carnale di aver avuto
l'onore di mettersi letteralmente "nei panni di Moana",
come nella corrazza raggiante di una Giovanna d'Arco o di una
Pentesilea, mettendo però così anche "il dito
nella piaga", strappandosi le vesti e indossando il sudario
nella pubblica piazza di Internet, alzando un grido di gioia e
di dolore, bevendo l'amaro calice del sacrificio insito nella
Seduzione, salendo sulla croce (e delizia) della vera Seduzione
anche se per il solo giorno della Premiazione di Miss
Moana...
Infondo il PMP
è soprattutto premio, nell'epoca dell'immagine virtuale
e dell'omologazione, per quelle scomode dissidenti che hanno ancora
il coraggio nella propria vita ed arte, come fu per Moana, di
girare le spalle alle schiavitù offerte nel sempre più
vasto catalogo dei ruoli e dei cliché "sociali"
del "Femminile" e cimentarsi decisamente, e forse perdersi
o perdere, in questa pericolosa arena della Seduzione del totalmente
altro da sé, sulla scacchiera dell'eterna battaglia tra
Amore e Morte, tra Amore e Marte, che si chiama più semplicemente
Realtà.
Perfettamente in linea con i valori, ancora
oggi opportunisticamente ignorati o sottovalutati tanto nei massmedia
che nella cultura italiana in genere, messi a punto dai soci fondatori
dell'AMP insieme a Moana - a partire dall'esperienza comune nel
Partito dell'Amore dal 1991 al 1994, ultimi tre anni della sua
breve vita - e oggi portati avanti da Mauro Biuzzi, Presidente
dell'AMP, il PMP continua
a togliere ai ricchi per dare ai poveri, che poi sono i veri giovani
del mondo!
Arrivederci alla prossima Miss
Moana!
Novità:
per le edizioni del PMP successive
a quella del 2008 accettiamo candidature e segnalazioni di autentiche
Valchirie e Colombine (senza limiti di età e di forma fisica,
ma con i soli limiti tassativi del sesso F e della nazionalità
italiana) aspiranti al titolo di Miss
Moana delle prossime edizioni !
Le candidature, anche anonime, devono pervenire alla nostra mail
entro il 30 giugno di ciascun anno di edizione del PMP.
Al resto penseremo noi. Grazie!
Nota:
in questo video, che è una premessa e un prototipo per
quelli che realizziamo nel PMP,
si capisce perché il contenuto del nostro Premio è
interamente dentro al vestito rosso di Moana, che ne è
il contenitore perfetto.
Vedere per credere, credere per provare a calzarlo... ci vuole
un coraggio da vera Cenerentola, che danza anche se il Principe
non c'è ovvero che danza per l'Eternità, come Moana!
Raggiungemmo il pendio e riconoscemmo subito
Anita, la moglie del Generale, che, sola, tentava di frenare il
panico facendo sibilare la sua frusta e gridando ai soldati di fermarsi.
Neppure uno dei suoi compagni aveva il coraggio di starle vicino.
Essa si unì rapida a Garibaldi e, furiosa per questa fuga
codarda, guidò la nostra colonna verso la città…
Gustav von Hoffstetter, Tagebuch
aus Italien 1849 (La ritirata da Roma), Zurigo 1851.
La maggiore novità del premio Miss
Moana di quest’anno è che va ad una giovane donna italiana
che vuole restare anonima.
Il tema ambizioso
di questa edizione 2011 di Miss Moana è infatti
quello della rappresentazione della schizofrenia provocata nell'identità
femminile dalla separazione tra Erotismo ed Eroismo, in conseguenza
allo sviluppo planetario del modello capitalista-mondialista (dalla
Pornostar alla Terrorista).
Perciò Miss
Moana 2011 è stata interpretata da una giovane donna
italiana anonima, fotografata in un’unica posa fissa: abbandonata,
sottomessa e ridotta al Teatrino della Liberazione Sessuale.
[nota: si tratta qui del teatrino della
complicità tra Mancanza e Desiderio (dell’Oggetto),
piuttosto che tra Marte e Venere (il Soggetto), che mette radice
nel romanzo nichilista romantico, nel quale la borghesia europea
del '900 si suicida nella sua Fabbrica dei Sogni dopo aver annunciato
che il futuro dell'Uomo sarebbe stata la Donna, cosa contraria al
fatto evidente che l’Uomo è sempre nato dalla Donna,
a meno di non sterilizzare tutte le donne del Pianeta, cosa anche
questa negata dal gigantesco incremento demografico in corso.].
D'altronde, solo chi cade può risorgere.
E noi ora siamo qui solo grazie agli uomini e alle donne che hanno
amato e lottato insieme, in una comunità e contro chi ne
minacciava l'esistenza.
Partiamo dalla
premessa che l’unità di Erotismo ed Eroismo si sia
manifestata per l’ultima volta in occidente proprio in Italia,
e per la precisione quando nel 1992 Moana decise di dare un senso
politico alla sua popolarità, ottenuta facendo la pornostar.
La sua tribuna elettorale del 20 marzo 1992 resta la prova decisiva
di questa raggiunta unità, non solo per noi del PdA ma anche
per le decine di persone che a vent'anni di distanza ancora si stupiscono
di questo documento visivo (vedi
il video e leggi i commenti).
La
verità è che in questa tribuna elettorale si vede
per la prima volta una pornostar che, a differenza di tutte le sue
colleghe più o meno porno, non è più
la caricatura di una diva del cinema o un'aggressiva donna “liberata”
dalla vendita della sua immagine sexy, ma è una
Maestà dorata su fondo nero che sorride al suo popolo, una
saggia ed equilibrata Madonna del Buon Governo di rinascimentale
memoria (più classica che gotica).
Allo
stesso tempo e sempre per la prima volta nella storia delle Telecomunicazioni
italiane dal 1954, grazie a Moana lo spettatore di questa tribuna
elettorale si è sentito un Cittadino dignitoso e sovrano,
magari anche orgoglioso di essere italiano come la sua bella Moana,
invece che sentirsi la solita caricatura di un libidinoso “Cicciolino
Fantozzi”, sfigato e transnazionale (radicale rivoluzione
di messaggio confermata pochi giorni dopo dagli 11.000 voti personali
raccolti da Moana contro gli 800 voti di Cicciolina).
Questo
raro miracolo di integrità, in tempi di Secessione, è
dovuto al fatto che Moana è stata allo stesso tempo rivoluzionaria
e cristiana, proprio come Anita Garibaldi.
Infatti
le donne tardo-romantiche sue coetanee hanno usato la loro sessualità
contro i maschi e per dare più potere economico-politico
alla propria comunità di genere (cfr. The War of the
Roses), diventando in sostanza uno strumento reazionario di
conservazione del Potere tramite la frammentazione identitaria (non
diversamente da quanto fanno le varie comunità vittimali
come quelle ecologiste, leghiste, sessiste, razziali, ecc.) ed essendo
perciò fonte di nuova alienazione, scissione e crudeltà.
Moana, al contrario, ha messo la sua calda
e matura sessualità al servizio degli uomini, della parte
socialmente più debole della popolazione (il pubblico emarginato
del porno anniottanta) e contro il Potere, in primo luogo scegliendo
per se stessa la povertà della pornografia anniottanta piuttosto
che la ricchezza ostentata dello Show-biz.
Con
la successiva scelta dell'azione politica in un piccolo partito
indipendente, il nostro Partito dell'Amore, in Moana eroismo ed
erotismo si sono sovrapposti fino a coincidere, con l'aiuto finale
della morte giovane arrivata prima di ogni sua futura normalizzazione
(quella che infatti tentano goffamente di fare i mass-media dalla
sua morte a oggi, sfornando immagini sabotate della sua vicenda
pubblica e privata).
In linea con questo
tema, pubblichiamo qui sopra anche l’ultimo episodio del nostro
serial-web Testamento (iniziato lo scorso anno per il sedicesimo
anniversario). Il video contiene l’idea conclusiva che molta
"Acqua di Miss Moana" dovrà ancora passare sotto
ai ponti di Roma prima che termini lo Spettacolo del Teatrino delle
Separazioni e un'altra Donna Eterna torni a brillare di luce propria,
donna che ci consola pensare come un'altra discendente della figlia
morta nel grembo di Anita Garibaldi nel 1849, il maggior frutto
ideale dell'unione di Erotismo ed Eroismo dell'Italia moderna.
Così una Miss Moana 2011, anonima
e fetale come una Venere non ancora risorgente, è
la migliore icona che abbiamo saputo trovare come metafora dell'Origine
della nostra giovane Repubblica, della sua perduta Unità
e della sua complessa ma sempre immacolata Concezione.
Una Repubblica desnuda, la cui verginità
è più forte degli impuniti tentativi di stupro materiale
ed intellettuale operati, ai danni della nostra civilissisima cultura
popolare, dal gruppo di potere imperialista e poliziesco che prosegue
la sua dominazione autoritaria e incontrastata dal dopoguerra del
'900 fino a oggi, proprio per mezzo dello Spettacolo
della Liberazione Sessuale, del Desiderio, della Pornocrazia, della
Chiacchera, delle News, della Pubblicità, dello Sport, del
Turismo, della Moda, della Criminalità, del Delitto familiare,
della Tecnica, del Debito Pubblico, del PIL, dello Sviluppo, dell'Economia,
dell'Ecologia, dell'Energia, della Natura, delle Guerre Democratiche,
dello Scandalo, della Corruzzione e di tutte le altre maschere funebri
che si affollano nel suo quotidiano, banale e crudele Teatrino
delle Separazioni.
Con l'augurio
che la nostra neonata Miss Moana possa ancora vivere fuori
da questo frigido e sterile Mass-Theatre e dentro
la fiamma eterna anche di un solo cuore a lei liberamente devoto!
Mauro Biuzzi, 15 settembre 2011
-
Galleria
foto-romanzo
La galleria si limita quest'anno ad una sola foto di scena, scattata
nella Casa Chiusa, dove la Vincitrice è ritratta nel Teatrino
delle Separazioni. Caratteristica del teatro di posa è
la separazione tra il corpo nudo (anonimo, disteso
e ferito al costato) e il corpo vestito (anonimo,
eretto, di spalle e dimezzato dall'inquadratura). Il corpo della
Vincitrice e il vestito di Moana si sono separati. Chi è
la Vincitrice e chi la vinta? Quale l'Amore sacro e quale il profano?
-
Video-clip
Testamento, l'arte di morire all'Aurelio
2010
-
Premio
Moana Pozzi 2010 non assegnato.
Nell'edizione del PMP
di quest'anno il premio non è stato assegnato per mancanza
di soggetti adeguati allo spirito del suo Statuto ed è
stato quindi dedicato al poeta Beppe Salvia, in arte Queenex,
nel 25° anniversario della morte.
2009
-
Premio
Moana Pozzi 2009 a Violante Placido.
-
Motivazione
del premio
Il
Premio Moana Pozzi, nella ricorrenza del quindicesimo anniversario
della morte dell'Artista, 15 settembre 2009, è stato attribuito
all'attrice Violante Placido per aver lei accettato di misurarsi
con il difficile ruolo di interprete di Moana Pozzi nella prima
fiction a lei interamente dedicata e di prossima uscita su Sky Cinema
- il ruolo cioè di una donna facilmente equivocabile ed ancora
esposta a valutazioni molto controverse, anche a causa della morte
recente - e di averlo fatto senza esitazioni e senza preoccuparsi
troppo delle possibili ricadute sulla sua carriera di attrice affermata.
Quindi con un coraggio, professionalità e rispetto per il
Soggetto che già da soli sono sufficienti a rispecchiare
lo spirito con il quale Moana affrontò il grande palcoscenico
della vita e dell'arte.
Inoltre, dato che
il nostro Premio consiste proprio nel far indossare alla Premiata
di turno il famoso vestito lungo di paillettes rosse di Moana, così
mettendola alla lettera nei sospirati "panni di Moana",
abbiamo ritenuto che Violante Placido abbia dovuto compiere nel
2009 questa spinosa cerimonia di vestizione degli abiti reali, simbolici
ed esistenziali di Moana tante volte quanto mai nessun altro fino
ad oggi, seconda solo alla stessa Moana nel prepararsi a scendere
in quelle arene e calvari dorati, più o meno porno, che sono
i set di quelli che ancora chiamiamo teatro, cinema, tv e mass-media
in genere.
Con i nostri complimenti,
per l'Associazione Moana Pozzi, Mauro Biuzzi, il Presidente.
Anche
in segno di sobria neutralità, pubblichiamo dalla rete un
estratto della miniserie, che seleziona le parti relative alla militanza
di Moana nel Partito dell'Amore di Mauro Biuzzi (interpretato
da Giampiero Judica), che ci è sembrato il documento audiovisivo
più attinente al rapporto "speculare" ed anamorfico
che c'è stato tra noi, la miniserie, la Vincitrice e il Premio.
Non in ultima analisi, i vestiti scelti dal
guardaroba di Moana e indossati dalla Vincitrice in queste scene
(la pelliccia rossa, il tailleur rosa, il vestito di velluto nero)
rappresentano bene quella "distinzione" e femminilità
che caratterizzò Moana anche nell'espressione più
strettamente "politica", in piena trasgressione del cliché
scandalistico.trasgressivista dell'underground di quegli anni (per
non parlare delle giacche di tessuti operati di lana pesante, con
taglio di sartoria maschile italiana classica , indossate da Judica/Biuzzi...).
dalla miniserie Moana - Sky Cinema
- con V. Placido, G. Judica - regia di A. Peyretti (6.34)
Per la motivazione riportiamo
la sineddoche del clip sottostante Antefatto
della Musa anonima, nel quale si tratta del percorso con
cui nell'AMP si è giunti a valutare la candidatura di Maliziosa
Chanel:
Nel lungo inverno del 2008 un socio fondatore dell'AMP, che chiameremo
il Ricercatore, rimasto solo a lavorare nell'Archivio alla ricerca,
ormai infruttuosa da due anni, di un'altra persona meritevole dell'assegnazione
del Premio Moana Pozzi, molto disilluso riguarda distrattamente
un brutto film di Moana. Su una scena un po' ridicola, anche per
i ritmi pseudo-tribali, di una pseudo-orgia che la Fata Moana sta
consumando, senza nemmeno rovinarsi il trucco, con una pseudo-tribù
di malcapitati braccianti di colore che all'epoca arrotondavano
lo stipendio nel porno-spaghetti, spenge bruscamente la tv. Stufo
e annoiato da tanto trucco melenso, il Ricercatore si mette in Internet
e, con suo grande stupore, si imbatte per la prima volta in un discreto
sito realizzato con mezzi propri da una certa Maliziosa Chanel,
pseudonimo di una giovane donna italiana che organizza giochi erotici
tra lei e gruppi di suoi concittadini (in gergo, gangbang)
per puro piacere personale e senza essere una delle tante e inaccessibile
escort d'elite.
Il Ricercatore, vecchio combattente ossessionato dalla liberazione
dell'Italia dall'occupazione del porno all'amerikana, salta sulla
sedia: "Ma come è possibile? Non c'è dietro
nessun racket? E non vende nemmeno cassette porno! E non fa nemmeno
sesso virtuale, quello con le cam piazzate dentro dei camerini che
sembrano canili ma più tristi perché senza odori,
sapori, sudori, umori… Qui, tutto il contrario! In Italia
poi, nel Regno delle Pornostar, della Mafia e delle Madonne che
piangono… Una bellezza carnale, popolare, quasi contadina,
dionisiaca, che al virtuale del Porno e dello Spettacolo oppone
addirittura la Promiscuità dell'orgia rituale! E non è
una schizzata sado-maso: tiene pure famiglia, è una buona
moglie e madre, ha un blog ben scritto, è una persona semplice
e perbene: ci interessa!"
Dopo essersi consultato con la bella Musa Addormentata dell'AMP,
il Ricercatore passa decisamente a contattare Chanel e comincia
la lunga elaborazione che porterà alla realizzazione del
nuovo premio/omaggio a/con Maliziosa Chanel (ndr: che qui sotto
si può vedere oggi realizzato)... Fin qui l'antefatto...
-
Galleria
foto-romanzo
L'origine
del mondo, cover da G. Courbet e Maliziosa Chanel
La Dea bendata, cover da Marilyn M. e Moana P.
L'Angelo azzurro, cover da Marlene D. e Alba P.
La Madonna del Parto, cover da Piero della Francesca
Location:
nel giardino e nella sede dell'AMP in Umbria.
Sineddoche:
(Riassunto della puntata precedente: dopo essersi consultato
con la bella Musa Addormentata dell'AMP, il Ricercatore passa decisamente
a contattare Chanel e comincia la lunga elaborazione che porterà
alla realizzazione del nuovo premio/omaggio a/con Maliziosa Chanel...
Fin qui l'antefatto...). Poi il Ricercatore fa la seguente considerazione: "Ci
scommetto che si mangia tutte le Divine, da Moana a Marilyn a Marlene
e oltre, oltre fino alla Madonna del Parto, quella umbra e vera
di Piero, o all'opposta Venere di Sandro che rappresentò
il Rinascimento toscano, e ancora di più, fino alla seducente
Sfinge che il greco Edipo volle sfidare, prima di unirsi carnalmente
addirittura con la sua Madre/Moglie/Regina Giocasta...
Questa anonima Chanel è una vera novità, una vera
Fortuna, una rara Cornucopia dell'Abbondanza nell'epoca della miseria
e caduta del desiderio!"
Detto e fatto: trovato il titolo giusto per il tema del Premio,
La Dea bendata, al Ricercatore non resta che invitare Chanel
nella sede dell'AMP per farle interpretare (in tre lunghe e dure
giornate di lavoro sostenute da Chanel con entusiasmo e senza nemmeno
un minuto di cedimento nonostante il caldo) tutte le pose di queste
Icone Immortali, come in una serie di cover musicali,
controllandola e minimamente guidandola attraverso la lente esperta
del Ricercatore, per vedere se sapeva "reggere" al confronto
(come ci sembra sia poi stato). E infine una cascata di tante pose
perfette e straordinarie, in una catena che parte da Moana, arriva
alla Sfinge e torna perfettamente a Chanel, come in un miracolo
di autentica Grazia che solo l'Eros vissuto e non imitato può
dare.
Il massimo risultato con il minimo sforzo: buona Visione, è
proprio il caso di dirlo…
Nota: nell'estratto
dal corto La Dea bendata, oltre alle riprese dal set dell'omonimo
servizio fotografico di Chanel (che potete vedere qui
sopra), compaiono in apertura anche spezzoni serviti a Chanel
per partecipare al casting on-line per la fiction di Sky Cinema
su Moana Pozzi, dove ha ottenuto quasi ventimila voti (vedi
il casting on line).
Subito sotto al clip potrete visionare in seguito anche una sintesi
dell'Intervista possibile a Maliziosa Chanel, una
conversazione tra Mauro Biuzzi e Chanel sulle motivazioni del Premio
Moana Pozzi a lei assegnato, interessante materiale d'archivio girato
dall'AMP in queste occasioni.
- Estratto da La
Dea Bendata:
- Estratto dal video Intervista
possibile a Maliziosa Chanel (parte 1 e 2):
Nel lungo inverno del 2008 un socio fondatore dell'AMP, che chiameremo
il Ricercatore, rimasto solo a lavorare nell'Archivio alla ricerca,
ormai infruttuosa da due anni, di un'altra persona meritevole dell'assegnazione
del Premio Moana Pozzi, molto disilluso riguarda distrattamente
un brutto film di Moana. Su una scena un po' ridicola, anche per
i ritmi pseudo-tribali, di una pseudo-orgia che la Fatina Moana
sta consumando, senza nemmeno rovinarsi il trucco, con una pseudo-tribù
di malcapitati braccianti di colore che all'epoca arrotondavano
lo stipendio nel porno-spaghetti, spenge bruscamente la tv. Stufo
e annoiato da tanto trucco melenso, il Ricercatore si mette in Internet
e, con suo grande stupore, si imbatte per la prima volta in un discreto
sito realizzato con mezzi propri da una certa Maliziosa Chanel,
pseudonimo di una giovane donna italiana che organizza giochi erotici
tra lei e gruppi di suoi concittadini (in gergo, gangbang)
per puro piacere personale e senza essere una delle tante e inaccessibile
escort d'elite.
Il Ricercatore, vecchio combattente ossessionato dalla liberazione
dell'Italia dall'occupazione del porno all'amerikana, salta sulla
sedia: "Ma come è possibile? Non c'è dietro
nessun racket? E non vende nemmeno cassette porno! E non fa nemmeno
sesso virtuale, quello con le cam piazzate dentro dei camerini che
sembrano canili ma più tristi perché senza odori,
sapori, sudori, umori… Qui, tutto il contrario! In Italia
poi, nel Regno delle Pornostar, della Mafia e delle Madonne che
piangono… Una bellezza carnale, popolare, quasi contadina,
dionisiaca, che al virtuale del Porno e dello Spettacolo oppone
addirittura la Promiscuità dell'orgia rituale! E non è
una schizzata sado-maso: tiene pure famiglia, è una buona
moglie e madre, ha un blog ben scritto, è una persona semplice
e perbene: ci interessa!"
Dopo essersi consultato con la bella Musa Addormentata dell'AMP,
il Ricercatore passa decisamente a contattare Chanel... Come andrà
a finire?
Buona visione della prima puntata de La Dea Bendata!
- Prima
parte:
- Seconda
parte (nota:
questa parte del video, essendo stata disattivata dopo tre giorni
per violazione delle norme della Community di YouTube, è stato qui
ripubblicato nella versione originale ed è visibile ai maggiorenni,
solo nel nostro sito, con Windows Movie Maker o Real Player. Buona
visione! ):
- Cartello
fisso di scuse a YouTube e agli utenti dell'AMP in relazione alla
disattivazione del video con la seconda parte della prima puntata
de La Dea bendata (Antefatto della Musa anonima):
2007
-
Premio
Moana Pozzi 2007 non assegnato.
Nell'edizione del PMP
di quest'anno il premio non è stato assegnato per mancanza
di soggetti adeguati allo spirito del suo Statuto ed è
stato quindi dedicato a Paola Borboni e Loredana Bertè
...
2006
-
Premio
Moana Pozzi 2006 a Sabina Gnisci.
-
Motivazione
del premio
Per lo straordinario contributo d'ingegno, di organizzazione, di
sensibilità e di resistenza messo da Sabina nell'AMP dalla
sua costituzione nel 1999 e fino ad oggi, che ha consentito all'Associazione
di diventare una seppur modesta ma verificata realtà a favore
della libera espressione di un soggetto dissidente e non
allineato ai modelli di "femminile" più scontati
e convenzionali della nostra epoca.
E inoltre per l'inarrivabile e indiscutibile physique du rôle
dimostrato da Sabina nell'indossare il vestito di Moana, che chiunque
potrà verificare nella tesa eleganza da lei espressa nella
difficile e scabrosa interpretazione di Moana a cui ha saputo dar
vita nel suo video.
In conclusione, per essere una vera campionessa di quel tipo di
"mens sana in corpore sano" che l'AMP si è
data il compito di rappresentare nei fatti prima che nelle parole.
-
Galleria
foto-romanzo
-
Estratto
dal cortometraggio Il Big Bang, la Camera, la Morte e il Diavolo
(Calamità cosmica).
Regia: Mauro
Biuzzi - Interprete: Sabina
Gnisci
Location: nel cortile della Mole
Vanvitelliana ad Ancona, durante l'ultimo giorno di esposizione
della scultura Calamita cosmica dell'artista Gino De Dominicis.
Sineddoche:
Nell'ultimo giorno di apertura di una mostra, in una giornata di
mezza estate di una stranamente vuota e ventosa città di
porto, un giovane viaggiatore solitario viene colpito da un'indicibile
angoscia alla vista della scultura esposta nel cortile pentagonale
di una fortezza settecentesca: un gigantesco scheletro bianco con
un'asta dorata puntata tra il suo dito e il Cosmo. Entra così,
da sveglio, in una potente trance nella quale la scultura,
come un'infernale calamita meccanica, comincia a recuperare dalle
profondità del tempo e dello spazio la proiezione fantasmatica
di un suo ricorrente desiderio che lo aveva assalito, più
prepotente che mai, proprio nel momento in cui, entrato nel cortile
vuoto, si era ritrovato solo con il grande scheletro: incontrare
la pornodiva Moana ormai morta e cremata da tanti anni, proprio
come il Faust di Goethe incontra finalmente Elena di Troia attraversando
i secoli fino nel cortile interno di un Castello greco.
Già prima, nell'albergo ottocentesco Roma e pace dove
il giovane alloggia, questo desiderio lo aveva assalito nella sua
camera, nel ballatoio e nelle scale, quasi come un profumo o un
riflesso di luce rossa e abbagliante. Durante l'improvviso e inaspettato
incontro ravvicinato, non resiste però alla tentazione di
immortalare l'apparizione con la sua telecamera, quasi in un tentativo
di seduzione "porno-pedofila" sulla nuova e innocente
Moana. Questa sua debolezza, violando un qualche patto di immortalità,
proprio quando il Viaggiatore cominciava a cantar vittoria, rovina
invece l'incontro facendo arrabbiare la ritrovata Moana, evidentemente
non del tutto immemore della sua precedente vita.
Anzi, il goffo tentativo risveglia in lei un tale sentimento di
vendetta che questa, al colmo della sua furia, lancia il tremendo
anatema: "Pornografi e telespettatori di tutto il mondo,
spegnetevi!" e, sparendo di nuovo dal tempietto al centro
del cortile nel quale si era materializzata, si risucchia via dal
mondo tutti gli esseri viventi come se fossero semplici immagini
fotografiche, lasciando così il giovane viaggiatore solo
e disperato al centro del cortile vuoto diventato a sua volta centro
di un Cosmo vuoto, solo con il grande scheletro di cartapesta dal
cui cranio gli sembra che esca una risata fragorosa come un Big
Bang che invade la sua testa svuotata e il Cosmo tutto...
Al Viaggiatore restano nella telecamera solo le immagini, senza
più alcun valore, della Nuova e già perduta Moana,
da vedere e rivedere in un'Eternità ridotta ad un malinconico
Replay. Fine.
Il titolo del corto è ispirato a quello della famosa incisione
di tema apocalittico Il cavaliere, la morte e il diavolo
di Albrecht Dürer. Il sottotitolo è ispirato a quello
della scultura Calamita cosmica di Gino De Dominicis, che
compare nel girato. Il corto è dedicato alla memoria dell'artista
Gino De Dominicis e a quella dello scrittore Guido Morselli (Dissipatio
Humanis Generis, Milano, 1977).
Per aver messo coraggiosamente in scena nel 2004, dopo dieci anni
di oblio di Moana nella cultura italiana e prima della scandalistica,
offensiva ed economicamente speculativa riesumazione mediatica nel
peggior stile Trash, molto più dannosa all'immagine
pubblica di Moana del precedente oblio, il sincero e umile omaggio
dello spettacolo teatrale Moana: il punto dove il mare è
più profondo, con la regia di Emiliano Raya, nel quale
Letizia Letza (giunta al successo del grande pubblico con la partecipazione
alla quarta edizione del Grande Fratello), tornata sul proprio terreno
artistico, ha dato prova di grandi capacità interpretative
nel lungo ed emozionante monologo con il quale ha saputo ridare
voce e corpo al grande sex-simbol italiano, tenuto anche conto del
fatto che Letizia era giovanissima quando Moana è morta e
che non l'ha potuta incontrare di persona.
Nel corto Intervista impossibile a Moana Pozzi realizzato
dall'AMP per l'occasione, da un'idea e con la regia di Mauro Biuzzi,
Letizia indossa per la prima volta il famoso vestito rosso che Moana
fece copiare da quello indossato da Marilyn Monroe e Jane Russel
nel film Gli uomini preferiscono le bionde del 1953, come
a suggellare un nuovo anello nella catena immortale del divismo
femminile.
-
Galleria
foto di backstage ai set per il cortometraggio
-
Cortometraggio
Intervista impossibile a Moana Pozzi.
Location: nel giardino e nella sede dell'AMP in Umbria.
Sineddoche:
Letizia raggiunge l'isolata rocca nel bosco in cui abita Mauro
per intervistarlo su Moana, che aveva spesso vissuto in quella casa
misteriosa nei suoi ultimi anni di vita fino a decidere di trasferirsi
in quei luoghi poco prima di morire, ma Mauro gli propone di seguirlo
in una specie di caccia al tesoro nel giardino della villa, che
la porterà direttamente ad intervistare Moana, Moana in persona,
che si aggira per quei luoghi indossando il suo vestito lungo e
rosso.
Così Letizia, guidata da Mauro, finirà per incontrare
Moana incontrando in effetti la parte nascosta di se stessa, vero
Avatar divino di Moana, proprio dall'altra parte di quell'occhio
specchiante, la telecamera, che è il terzo personaggio presente/assente
sulla scena di quel giardino dove Letizia e Mauro credevano di essere
solo in due e invece c'era anche il riflesso di Letizia e quello
di Moana, che finiscono per diventare un'immagine e una carne sola.
Come nel mito stesso dell'origine del Teatro greco, dell'essenza
sciamananica dell'Attore/Dioniso.
Il tema della ricerca della Eva Passata/Futura e del Paradiso perduto/ritrovato,
si snoda in un parossistico collage audiovisivo che coniuga la discesa
di Dante all'Inferno, guidato da Virgilio per rincontrare Beatrice
in un Paradiso oltre la morte e oltre l'identità (alla fine
del suo cammino Dante vede nella luce di Dio il proprio volto),
con il Machbeth di William Shakespeare [Lady Machbeth:
E un uomo voi siete? Machbeth: Lo sono, ed audace. Se io
guardo tali cose che al demonio stesso farebbero spavento...là...là...non
lo vedi? (allo spettro) Oh, poiché ti è concesso
di scrollare le chiome, parla! Il sepolcro può restituire
i morti? (l'ombra sparisce)] fino alla trama perfettamente
compiuta dello Psycho di Alfred Hitchcock, con tanto di colpo
di scena finale: l'imprevisto rituale cannibalistico in cui si compie
la tanto desiderata "intervista impossibile" tra Letizia,
Mauro e Moana.
Il corto è dedicato a Giorgio Manganelli (quello dell'
Hilarotragoedia e, ovviamente, dell' Intervista impossibile
a Giacomo Casanova/Carmelo Bene).
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Trailer
del corto Intervista impossibile a Moana Pozzi (Premio Miss
Moana 2005)
Lo specchio
ovale nella testata è una foto dello specchio dorato con
impugnatura appartenuto a Moana Pozzi.
L'immagine riflessa nello specchio è una rielaborazione del
disegno La Regina Grimilde nello specchio di Jason Levesque.
La foto di Jane Russel e Marilyn Monroe è tratta dal film
Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks, 1953.