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Premio Moana Pozzi

   Statuto

   Il Premio Moana Pozzi o PMP nasce dalla nostra convinzione che Moana - la quale diventò Icona della Pornografia in quanto era una cubatura della Diva del Cinema, che era a sua volta il quadrato di una Divina del Teatro, della Pittura e della Poesia classiche (da Elena di Troia a Eva) - non sia che un anello di una catena esponenziale dell'Eterno Femminino che può continuare anche
oggi senza bisogno della clonazione (forma nostalgica di una scienza solo mnemonica), alla faccia di quella scuola di cattedratici materialisti e neoborghesi che vorrebbero quel Femminino popolare e contadino definitivamente sterminato dalla Fine della Storia (1944) e dall'avvento dell'Impero della frigida rockstar Madonna, androgina e disincarnata immagine televisiva che regna sull'appestata Vallettopoli Mondiale.

   Il PMP va in controtendenza nella difficile ricerca delle Nuove Incarnazioni del Femminile Seduttivo, ultima immuno.barricata di anticorpi opposti alle immagini.schiave del mercato drogato del Crack.Trash ("icone" della fiction alla romana, presentatrici
Alien.Regine, naufraghe trans.politiche e áncor.woman sexy nella TV generalista; sexydive della commedia-spaghetti e del Sex and the city nella Bollywood globale; Lady A, B, C e D…. del political gossip nel rotocalco; ano.ressiche per omo.stilisti che odiano le donne non omo.logate nel sistema-moda; calendariate senza Calende più che senza mutande nell'editoria; Piccole Fiammiferaie della cover rock nel popbiz; casalinghe olimpioniche che confondono doping, fiamma olimpica e fiamma tricolore nello sport-spettacolo; educande anemiche e analfabete dei Concorsi di Bellezza nella parrocchia dorata della Pubblicità; etc. etc.) e le elegge Miss Moana con una particolare cerimonia, qui documentata, tesa a coinvolgere ed esaltare prevalentemente la loro fisicità, il Corpo Glorioso della Candidata: la vestizione sacrificale del famoso abito lungo di lustrini rossi che Moana volle realizzare per sé copiandolo da quello di Marilyn Monroe, che gli valse l'identificazione in vita con la sua prima grande replica previrtuale: l'indimenticabile tigre di cartone Jessica Rabbit.

   Sollevati dunque dalla stessa Moana dal correre il rischio del feticcio e dell'idolatria televisiva del Sosia caricaturale, immortaliamo poi le Fortunate Vincitrici con indosso il famoso e importabile vestito di Moana, in un fotoromanzo e una videostory personalizzata, che è il Premio immateriale che documenta il vero Premio materiale e carnale di aver avuto l'onore di mettersi letteralmente "nei panni di Moana", come nella corrazza raggiante di una Giovanna d'Arco o di una Pentesilea, mettendo però così anche "il dito nella piaga", strappandosi le vesti e indossando il sudario nella pubblica piazza di Internet, alzando un grido di gioia e di dolore, bevendo l'amaro calice del sacrificio insito nella Seduzione, salendo sulla croce (e delizia) della vera Seduzione anche se per il solo giorno della Premiazione di Miss Moana...

   Infondo il PMP è soprattutto premio, nell'epoca dell'immagine virtuale e dell'omologazione, per quelle scomode dissidenti che hanno ancora il coraggio nella propria vita ed arte, come fu per Moana, di girare le spalle alle schiavitù offerte nel sempre più vasto catalogo dei ruoli e dei cliché "sociali" del "Femminile" e cimentarsi decisamente, e forse perdersi o perdere, in questa pericolosa arena della Seduzione del totalmente altro da sé, sulla scacchiera dell'eterna battaglia tra Amore e Morte, tra Amore e Marte, che si chiama più semplicemente Realtà.

   Perfettamente in linea con i valori, ancora oggi opportunisticamente ignorati o sottovalutati tanto nei massmedia che nella cultura italiana in genere, messi a punto dai soci fondatori dell'AMP insieme a Moana - a partire dall'esperienza comune nel Partito dell'Amore dal 1991 al 1994, ultimi tre anni della sua breve vita - e oggi portati avanti da Mauro Biuzzi, Presidente dell'AMP, il PMP continua a togliere ai ricchi per dare ai poveri, che poi sono i veri giovani del mondo!

   Arrivederci alla prossima Miss Moana!


Novità: per le edizioni del PMP successive a quella del 2008 accettiamo candidature e segnalazioni di autentiche Valchirie e Colombine (senza limiti di età e di forma fisica, ma con i soli limiti tassativi del sesso F e della nazionalità italiana) aspiranti al titolo di Miss Moana delle prossime edizioni !
Le candidature, anche anonime, devono pervenire alla nostra mail entro il 30 giugno di ciascun anno di edizione del PMP. Al resto penseremo noi. Grazie!

Nota: in questo video, che è una premessa e un prototipo per quelli che realizziamo nel PMP, si capisce perché il contenuto del nostro Premio è interamente dentro al vestito rosso di Moana, che ne è il contenitore perfetto.
Vedere per credere, credere per provare a calzarlo... ci vuole un coraggio da vera Cenerentola, che danza anche se il Principe non c'è ovvero che danza per l'Eternità, come Moana!




- scarica lo Statuto del Premio Moana Pozzi

2011
   
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Premio Moana Pozzi 2011 ad Anonima italiana.

 

Motivazione del premio    

 


Il Teatrino delle Separazioni.

 
   Raggiungemmo il pendio e riconoscemmo subito Anita, la moglie del Generale, che, sola, tentava di frenare il panico facendo sibilare la sua frusta e gridando ai soldati di fermarsi. Neppure uno dei suoi compagni aveva il coraggio di starle vicino. Essa si unì rapida a Garibaldi e, furiosa per questa fuga codarda, guidò la nostra colonna verso la città…

  Gustav von Hoffstetter, Tagebuch aus Italien 1849 (La ritirata da Roma), Zurigo 1851.


   La maggiore novità del premio Miss Moana di quest’anno è che va ad una giovane donna italiana che vuole restare anonima.

   Il tema ambizioso di questa edizione 2011 di Miss Moana è infatti quello della rappresentazione della schizofrenia provocata nell'identità femminile dalla separazione tra Erotismo ed Eroismo, in conseguenza allo sviluppo planetario del modello capitalista-mondialista (dalla Pornostar alla Terrorista).

  Perciò Miss Moana 2011 è stata interpretata da una giovane donna italiana anonima, fotografata in un’unica posa fissa: abbandonata, sottomessa e ridotta al Teatrino della Liberazione Sessuale.

   [nota: si tratta qui del teatrino della complicità tra Mancanza e Desiderio (dell’Oggetto), piuttosto che tra Marte e Venere (il Soggetto), che mette radice nel romanzo nichilista romantico, nel quale la borghesia europea del '900 si suicida nella sua Fabbrica dei Sogni dopo aver annunciato che il futuro dell'Uomo sarebbe stata la Donna, cosa contraria al fatto evidente che l’Uomo è sempre nato dalla Donna, a meno di non sterilizzare tutte le donne del Pianeta, cosa anche questa negata dal gigantesco incremento demografico in corso.].

   D'altronde, solo chi cade può risorgere. E noi ora siamo qui solo grazie agli uomini e alle donne che hanno amato e lottato insieme, in una comunità e contro chi ne minacciava l'esistenza.

   Partiamo dalla premessa che l’unità di Erotismo ed Eroismo si sia manifestata per l’ultima volta in occidente proprio in Italia, e per la precisione quando nel 1992 Moana decise di dare un senso politico alla sua popolarità, ottenuta facendo la pornostar. La sua tribuna elettorale del 20 marzo 1992 resta la prova decisiva di questa raggiunta unità, non solo per noi del PdA ma anche per le decine di persone che a vent'anni di distanza ancora si stupiscono di questo documento visivo (vedi il video e leggi i commenti).

    La verità è che in questa tribuna elettorale si vede per la prima volta una pornostar che, a differenza di tutte le sue colleghe più o meno porno, non è più la caricatura di una diva del cinema o un'aggressiva donna “liberata” dalla vendita della sua immagine sexy, ma è una Maestà dorata su fondo nero che sorride al suo popolo, una saggia ed equilibrata Madonna del Buon Governo di rinascimentale memoria (più classica che gotica).

   Allo stesso tempo e sempre per la prima volta nella storia delle Telecomunicazioni italiane dal 1954, grazie a Moana lo spettatore di questa tribuna elettorale si è sentito un Cittadino dignitoso e sovrano, magari anche orgoglioso di essere italiano come la sua bella Moana, invece che sentirsi la solita caricatura di un libidinoso “Cicciolino Fantozzi”, sfigato e transnazionale (radicale rivoluzione di messaggio confermata pochi giorni dopo dagli 11.000 voti personali raccolti da Moana contro gli 800 voti di Cicciolina).

   Questo raro miracolo di integrità, in tempi di Secessione, è dovuto al fatto che Moana è stata allo stesso tempo rivoluzionaria e cristiana, proprio come Anita Garibaldi.

   Infatti le donne tardo-romantiche sue coetanee hanno usato la loro sessualità contro i maschi e per dare più potere economico-politico alla propria comunità di genere (cfr. The War of the Roses), diventando in sostanza uno strumento reazionario di conservazione del Potere tramite la frammentazione identitaria (non diversamente da quanto fanno le varie comunità vittimali come quelle ecologiste, leghiste, sessiste, razziali, ecc.) ed essendo perciò fonte di nuova alienazione, scissione e crudeltà.

   Moana, al contrario, ha messo la sua calda e matura sessualità al servizio degli uomini, della parte socialmente più debole della popolazione (il pubblico emarginato del porno anniottanta) e contro il Potere, in primo luogo scegliendo per se stessa la povertà della pornografia anniottanta piuttosto che la ricchezza ostentata dello Show-biz.

   Con la successiva scelta dell'azione politica in un piccolo partito indipendente, il nostro Partito dell'Amore, in Moana eroismo ed erotismo si sono sovrapposti fino a coincidere, con l'aiuto finale della morte giovane arrivata prima di ogni sua futura normalizzazione (quella che infatti tentano goffamente di fare i mass-media dalla sua morte a oggi, sfornando immagini sabotate della sua vicenda pubblica e privata).

   In linea con questo tema, pubblichiamo qui sopra anche l’ultimo episodio del nostro serial-web Testamento (iniziato lo scorso anno per il sedicesimo anniversario). Il video contiene l’idea conclusiva che molta "Acqua di Miss Moana" dovrà ancora passare sotto ai ponti di Roma prima che termini lo Spettacolo del Teatrino delle Separazioni e un'altra Donna Eterna torni a brillare di luce propria, donna che ci consola pensare come un'altra discendente della figlia morta nel grembo di Anita Garibaldi nel 1849, il maggior frutto ideale dell'unione di Erotismo ed Eroismo dell'Italia moderna.

   Così una Miss Moana 2011, anonima e fetale come una Venere non ancora risorgente, è la migliore icona che abbiamo saputo trovare come metafora dell'Origine della nostra giovane Repubblica, della sua perduta Unità e della sua complessa ma sempre immacolata Concezione.

   Una Repubblica desnuda, la cui verginità è più forte degli impuniti tentativi di stupro materiale ed intellettuale operati, ai danni della nostra civilissisima cultura popolare, dal gruppo di potere imperialista e poliziesco che prosegue la sua dominazione autoritaria e incontrastata dal dopoguerra del '900 fino a oggi, proprio per mezzo dello Spettacolo della Liberazione Sessuale, del Desiderio, della Pornocrazia, della Chiacchera, delle News, della Pubblicità, dello Sport, del Turismo, della Moda, della Criminalità, del Delitto familiare, della Tecnica, del Debito Pubblico, del PIL, dello Sviluppo, dell'Economia, dell'Ecologia, dell'Energia, della Natura, delle Guerre Democratiche, dello Scandalo, della Corruzzione e di tutte le altre maschere funebri che si affollano nel suo quotidiano, banale e crudele Teatrino delle Separazioni.

   Con l'augurio che la nostra neonata Miss Moana possa ancora vivere fuori da questo frigido e sterile Mass-Theatre e dentro la fiamma eterna anche di un solo cuore a lei liberamente devoto!

    Mauro Biuzzi, 15 settembre 2011


 
 

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Galleria foto-romanzo
 
La galleria si limita quest'anno ad una sola foto di scena, scattata nella Casa Chiusa, dove la Vincitrice è ritratta nel Teatrino delle Separazioni. Caratteristica del teatro di posa è la separazione tra il corpo nudo (anonimo, disteso e ferito al costato) e il corpo vestito (anonimo, eretto, di spalle e dimezzato dall'inquadratura). Il corpo della Vincitrice e il vestito di Moana si sono separati. Chi è la Vincitrice e chi la vinta? Quale l'Amore sacro e quale il profano?
 




 
- Video-clip Testamento, l'arte di morire all'Aurelio
 


 
2010
   
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Premio Moana Pozzi 2010 non assegnato.

Nell'edizione del PMP di quest'anno il premio non è stato assegnato per mancanza di soggetti adeguati allo spirito del suo Statuto ed è stato quindi dedicato al poeta Beppe Salvia, in arte Queenex, nel 25° anniversario della morte.

    

 

2009
 
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Premio Moana Pozzi 2009 a Violante Placido.

 

Motivazione del premio
     Il Premio Moana Pozzi, nella ricorrenza del quindicesimo anniversario della morte dell'Artista, 15 settembre 2009, è stato attribuito all'attrice Violante Placido per aver lei accettato di misurarsi con il difficile ruolo di interprete di Moana Pozzi nella prima fiction a lei interamente dedicata e di prossima uscita su Sky Cinema - il ruolo cioè di una donna facilmente equivocabile ed ancora esposta a valutazioni molto controverse, anche a causa della morte recente - e di averlo fatto senza esitazioni e senza preoccuparsi troppo delle possibili ricadute sulla sua carriera di attrice affermata. Quindi con un coraggio, professionalità e rispetto per il Soggetto che già da soli sono sufficienti a rispecchiare lo spirito con il quale Moana affrontò il grande palcoscenico della vita e dell'arte.

  Inoltre, dato che il nostro Premio consiste proprio nel far indossare alla Premiata di turno il famoso vestito lungo di paillettes rosse di Moana, così mettendola alla lettera nei sospirati "panni di Moana", abbiamo ritenuto che Violante Placido abbia dovuto compiere nel 2009 questa spinosa cerimonia di vestizione degli abiti reali, simbolici ed esistenziali di Moana tante volte quanto mai nessun altro fino ad oggi, seconda solo alla stessa Moana nel prepararsi a scendere in quelle arene e calvari dorati, più o meno porno, che sono i set di quelli che ancora chiamiamo teatro, cinema, tv e mass-media in genere.

Con i nostri complimenti,
per l'Associazione Moana Pozzi,
Mauro Biuzzi, il Presidente.

 
- Galleria della cartellina del Premio
 
         cartellina completa

 
- Estratto dalla miniserie "Moana":
   
     Anche in segno di sobria neutralità, pubblichiamo dalla rete un estratto della miniserie, che seleziona le parti relative alla militanza di Moana nel Partito dell'Amore di Mauro Biuzzi (interpretato da Giampiero Judica), che ci è sembrato il documento audiovisivo più attinente al rapporto "speculare" ed anamorfico che c'è stato tra noi, la miniserie, la Vincitrice e il Premio.
   Non in ultima analisi, i vestiti scelti dal guardaroba di Moana e indossati dalla Vincitrice in queste scene (la pelliccia rossa, il tailleur rosa, il vestito di velluto nero) rappresentano bene quella "distinzione" e femminilità che caratterizzò Moana anche nell'espressione più strettamente "politica", in piena trasgressione del cliché scandalistico.trasgressivista dell'underground di quegli anni (per non parlare delle giacche di tessuti operati di lana pesante, con taglio di sartoria maschile italiana classica , indossate da Judica/Biuzzi...).

   dalla miniserie Moana - Sky Cinema - con V. Placido, G. Judica - regia di A. Peyretti (6.34)

 

 
- Web

  - sito ufficiale di Violante Placido
 

 
2008
   
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Premio Moana Pozzi 2008 a Maliziosa Chanel.

 

Motivazione del premio
  Per la motivazione riportiamo la sineddoche del clip sottostante Antefatto della Musa anonima, nel quale si tratta del percorso con cui nell'AMP si è giunti a valutare la candidatura di Maliziosa Chanel:

Nel lungo inverno del 2008 un socio fondatore dell'AMP, che chiameremo il Ricercatore, rimasto solo a lavorare nell'Archivio alla ricerca, ormai infruttuosa da due anni, di un'altra persona meritevole dell'assegnazione del Premio Moana Pozzi, molto disilluso riguarda distrattamente un brutto film di Moana. Su una scena un po' ridicola, anche per i ritmi pseudo-tribali, di una pseudo-orgia che la Fata Moana sta consumando, senza nemmeno rovinarsi il trucco, con una pseudo-tribù di malcapitati braccianti di colore che all'epoca arrotondavano lo stipendio nel porno-spaghetti, spenge bruscamente la tv. Stufo e annoiato da tanto trucco melenso, il Ricercatore si mette in Internet e, con suo grande stupore, si imbatte per la prima volta in un discreto sito realizzato con mezzi propri da una certa Maliziosa Chanel, pseudonimo di una giovane donna italiana che organizza giochi erotici tra lei e gruppi di suoi concittadini (in gergo, gangbang) per puro piacere personale e senza essere una delle tante e inaccessibile escort d'elite.

Il Ricercatore, vecchio combattente ossessionato dalla liberazione dell'Italia dall'occupazione del porno all'amerikana, salta sulla sedia: "Ma come è possibile? Non c'è dietro nessun racket? E non vende nemmeno cassette porno! E non fa nemmeno sesso virtuale, quello con le cam piazzate dentro dei camerini che sembrano canili ma più tristi perché senza odori, sapori, sudori, umori… Qui, tutto il contrario! In Italia poi, nel Regno delle Pornostar, della Mafia e delle Madonne che piangono… Una bellezza carnale, popolare, quasi contadina, dionisiaca, che al virtuale del Porno e dello Spettacolo oppone addirittura la Promiscuità dell'orgia rituale! E non è una schizzata sado-maso: tiene pure famiglia, è una buona moglie e madre, ha un blog ben scritto, è una persona semplice e perbene: ci interessa!"

Dopo essersi consultato con la bella Musa Addormentata dell'AMP, il Ricercatore passa decisamente a contattare Chanel e comincia la lunga elaborazione che porterà alla realizzazione del nuovo premio/omaggio a/con Maliziosa Chanel (ndr: che qui sotto si può vedere oggi realizzato)... Fin qui l'antefatto...


- Galleria foto-romanzo
   
  L'origine del mondo, cover da G. Courbet e Maliziosa Chanel
 

 
La Dea bendata
, cover da Marilyn M. e Moana P.
 

 
L'Angelo azzurro
, cover da Marlene D. e Alba P.
 

 
La Madonna del Parto
, cover da Piero della Francesca
 

 
La Nascita di Venere
, cover da Sandro Botticelli
 

 
Edipo e la sfinge
, cover da Dominique Ingres
 
 
- Estratto dal video-clip La Dea bendata
 
  Regia: Mauro Biuzzi - Interpreti: Maliziosa Chanel, Sabina Gnisci

Location: nel giardino e nella sede dell'AMP in Umbria.

Sineddoche:

(Riassunto della puntata precedente: dopo essersi consultato con la bella Musa Addormentata dell'AMP, il Ricercatore passa decisamente a contattare Chanel e comincia la lunga elaborazione che porterà alla realizzazione del nuovo premio/omaggio a/con Maliziosa Chanel... Fin qui l'antefatto...).

Poi il Ricercatore fa la seguente considerazione: "Ci scommetto che si mangia tutte le Divine, da Moana a Marilyn a Marlene e oltre, oltre fino alla Madonna del Parto, quella umbra e vera di Piero, o all'opposta Venere di Sandro che rappresentò il Rinascimento toscano, e ancora di più, fino alla seducente Sfinge che il greco Edipo volle sfidare, prima di unirsi carnalmente addirittura con la sua Madre/Moglie/Regina Giocasta...
Questa anonima Chanel è una vera novità, una vera Fortuna, una rara Cornucopia dell'Abbondanza nell'epoca della miseria e caduta del desiderio!
"

Detto e fatto: trovato il titolo giusto per il tema del Premio, La Dea bendata, al Ricercatore non resta che invitare Chanel nella sede dell'AMP per farle interpretare (in tre lunghe e dure giornate di lavoro sostenute da Chanel con entusiasmo e senza nemmeno un minuto di cedimento nonostante il caldo) tutte le pose di queste Icone Immortali, come in una serie di cover musicali, controllandola e minimamente guidandola attraverso la lente esperta del Ricercatore, per vedere se sapeva "reggere" al confronto (come ci sembra sia poi stato). E infine una cascata di tante pose perfette e straordinarie, in una catena che parte da Moana, arriva alla Sfinge e torna perfettamente a Chanel, come in un miracolo di autentica Grazia che solo l'Eros vissuto e non imitato può dare.
Il massimo risultato con il minimo sforzo: buona Visione, è proprio il caso di dirlo…

Nota: nell'estratto dal corto La Dea bendata, oltre alle riprese dal set dell'omonimo servizio fotografico di Chanel (che potete vedere qui sopra), compaiono in apertura anche spezzoni serviti a Chanel per partecipare al casting on-line per la fiction di Sky Cinema su Moana Pozzi, dove ha ottenuto quasi ventimila voti (vedi il casting on line).
Subito sotto al clip potrete visionare in seguito anche una sintesi dell'Intervista possibile a Maliziosa Chanel, una conversazione tra Mauro Biuzzi e Chanel sulle motivazioni del Premio Moana Pozzi a lei assegnato, interessante materiale d'archivio girato dall'AMP in queste occasioni.

- Estratto da La Dea Bendata:

 

  - Estratto dal video Intervista possibile a Maliziosa Chanel (parte 1 e 2):

 



 
- Web

  - Pagina Fb di Maliziosa Chanel
- forum di Maliziosa Chanel
 

   
Inverno 2007/2008
   
- Ricerca della vincitrice del Premio Moana Pozzi 2008.
 
- Estratto dal video-clip La Dea bendata (Antefatto della Musa Anonima)    torna alla motivazione
   
  Regia: Mauro Biuzzi - Interpreti: Moana Pozzi, attori anonimi

Location: nella sede dell'AMP in Umbria.

Sineddoche:

Nel lungo inverno del 2008 un socio fondatore dell'AMP, che chiameremo il Ricercatore, rimasto solo a lavorare nell'Archivio alla ricerca, ormai infruttuosa da due anni, di un'altra persona meritevole dell'assegnazione del Premio Moana Pozzi, molto disilluso riguarda distrattamente un brutto film di Moana. Su una scena un po' ridicola, anche per i ritmi pseudo-tribali, di una pseudo-orgia che la Fatina Moana sta consumando, senza nemmeno rovinarsi il trucco, con una pseudo-tribù di malcapitati braccianti di colore che all'epoca arrotondavano lo stipendio nel porno-spaghetti, spenge bruscamente la tv. Stufo e annoiato da tanto trucco melenso, il Ricercatore si mette in Internet e, con suo grande stupore, si imbatte per la prima volta in un discreto sito realizzato con mezzi propri da una certa Maliziosa Chanel, pseudonimo di una giovane donna italiana che organizza giochi erotici tra lei e gruppi di suoi concittadini (in gergo, gangbang) per puro piacere personale e senza essere una delle tante e inaccessibile escort d'elite.

Il Ricercatore, vecchio combattente ossessionato dalla liberazione dell'Italia dall'occupazione del porno all'amerikana, salta sulla sedia: "Ma come è possibile? Non c'è dietro nessun racket? E non vende nemmeno cassette porno! E non fa nemmeno sesso virtuale, quello con le cam piazzate dentro dei camerini che sembrano canili ma più tristi perché senza odori, sapori, sudori, umori… Qui, tutto il contrario! In Italia poi, nel Regno delle Pornostar, della Mafia e delle Madonne che piangono… Una bellezza carnale, popolare, quasi contadina, dionisiaca, che al virtuale del Porno e dello Spettacolo oppone addirittura la Promiscuità dell'orgia rituale! E non è una schizzata sado-maso: tiene pure famiglia, è una buona moglie e madre, ha un blog ben scritto, è una persona semplice e perbene: ci interessa!"

Dopo essersi consultato con la bella Musa Addormentata dell'AMP, il Ricercatore passa decisamente a contattare Chanel... Come andrà a finire?

Buona visione della prima puntata de La Dea Bendata!

  - Prima parte:

 

  - Seconda parte (nota: questa parte del video, essendo stata disattivata dopo tre giorni per violazione delle norme della Community di YouTube, è stato qui ripubblicato nella versione originale ed è visibile ai maggiorenni, solo nel nostro sito, con Windows Movie Maker o Real Player. Buona visione! ):

   

  - Cartello fisso di scuse a YouTube e agli utenti dell'AMP in relazione alla disattivazione del video con la seconda parte della prima puntata de La Dea bendata (Antefatto della Musa anonima):

   
 
   
2007
   
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Premio Moana Pozzi 2007 non assegnato.

Nell'edizione del PMP di quest'anno il premio non è stato assegnato per mancanza di soggetti adeguati allo spirito del suo Statuto ed è stato quindi dedicato a Paola Borboni e Loredana Bertè ...

 

 
2006
   
- Premio Moana Pozzi 2006 a Sabina Gnisci.
 
- Motivazione del premio
 
Per lo straordinario contributo d'ingegno, di organizzazione, di sensibilità e di resistenza messo da Sabina nell'AMP dalla sua costituzione nel 1999 e fino ad oggi, che ha consentito all'Associazione di diventare una seppur modesta ma verificata realtà a favore della libera espressione di un soggetto dissidente e non allineato ai modelli di "femminile" più scontati e convenzionali della nostra epoca.

E inoltre per l'inarrivabile e indiscutibile physique du rôle dimostrato da Sabina nell'indossare il vestito di Moana, che chiunque potrà verificare nella tesa eleganza da lei espressa nella difficile e scabrosa interpretazione di Moana a cui ha saputo dar vita nel suo video.

In conclusione, per essere una vera campionessa di quel tipo di "mens sana in corpore sano" che l'AMP si è data il compito di rappresentare nei fatti prima che nelle parole.

 

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Galleria foto-romanzo
   
 
               
     
 
 
- Estratto dal cortometraggio Il Big Bang, la Camera, la Morte e il Diavolo (Calamità cosmica).
 
Regia: Mauro Biuzzi - Interprete: Sabina Gnisci

Location: nel cortile della Mole Vanvitelliana ad Ancona, durante l'ultimo giorno di esposizione della scultura Calamita cosmica dell'artista Gino De Dominicis.

Sineddoche:

Nell'ultimo giorno di apertura di una mostra, in una giornata di mezza estate di una stranamente vuota e ventosa città di porto, un giovane viaggiatore solitario viene colpito da un'indicibile angoscia alla vista della scultura esposta nel cortile pentagonale di una fortezza settecentesca: un gigantesco scheletro bianco con un'asta dorata puntata tra il suo dito e il Cosmo. Entra così, da sveglio, in una potente trance nella quale la scultura, come un'infernale calamita meccanica, comincia a recuperare dalle profondità del tempo e dello spazio la proiezione fantasmatica di un suo ricorrente desiderio che lo aveva assalito, più prepotente che mai, proprio nel momento in cui, entrato nel cortile vuoto, si era ritrovato solo con il grande scheletro: incontrare la pornodiva Moana ormai morta e cremata da tanti anni, proprio come il Faust di Goethe incontra finalmente Elena di Troia attraversando i secoli fino nel cortile interno di un Castello greco.

Già prima, nell'albergo ottocentesco Roma e pace dove il giovane alloggia, questo desiderio lo aveva assalito nella sua camera, nel ballatoio e nelle scale, quasi come un profumo o un riflesso di luce rossa e abbagliante. Durante l'improvviso e inaspettato incontro ravvicinato, non resiste però alla tentazione di immortalare l'apparizione con la sua telecamera, quasi in un tentativo di seduzione "porno-pedofila" sulla nuova e innocente Moana. Questa sua debolezza, violando un qualche patto di immortalità, proprio quando il Viaggiatore cominciava a cantar vittoria, rovina invece l'incontro facendo arrabbiare la ritrovata Moana, evidentemente non del tutto immemore della sua precedente vita.

Anzi, il goffo tentativo risveglia in lei un tale sentimento di vendetta che questa, al colmo della sua furia, lancia il tremendo anatema: "Pornografi e telespettatori di tutto il mondo, spegnetevi!" e, sparendo di nuovo dal tempietto al centro del cortile nel quale si era materializzata, si risucchia via dal mondo tutti gli esseri viventi come se fossero semplici immagini fotografiche, lasciando così il giovane viaggiatore solo e disperato al centro del cortile vuoto diventato a sua volta centro di un Cosmo vuoto, solo con il grande scheletro di cartapesta dal cui cranio gli sembra che esca una risata fragorosa come un Big Bang che invade la sua testa svuotata e il Cosmo tutto...

Al Viaggiatore restano nella telecamera solo le immagini, senza più alcun valore, della Nuova e già perduta Moana, da vedere e rivedere in un'Eternità ridotta ad un malinconico Replay. Fine.

Il titolo del corto è ispirato a quello della famosa incisione di tema apocalittico Il cavaliere, la morte e il diavolo di Albrecht Dürer. Il sottotitolo è ispirato a quello della scultura Calamita cosmica di Gino De Dominicis, che compare nel girato. Il corto è dedicato alla memoria dell'artista Gino De Dominicis e a quella dello scrittore Guido Morselli (Dissipatio Humanis Generis, Milano, 1977).

   
 


Web
  - Sabina Gnisci nel sito dell'AMP
- Sabina Gnisci nel sito dell'AMP

   
2005
   
  Premio Moana Pozzi 2005 a Letizia Letza.
- Motivazione del premio
 
Per aver messo coraggiosamente in scena nel 2004, dopo dieci anni di oblio di Moana nella cultura italiana e prima della scandalistica, offensiva ed economicamente speculativa riesumazione mediatica nel peggior stile Trash, molto più dannosa all'immagine pubblica di Moana del precedente oblio, il sincero e umile omaggio dello spettacolo teatrale Moana: il punto dove il mare è più profondo, con la regia di Emiliano Raya, nel quale Letizia Letza (giunta al successo del grande pubblico con la partecipazione alla quarta edizione del Grande Fratello), tornata sul proprio terreno artistico, ha dato prova di grandi capacità interpretative nel lungo ed emozionante monologo con il quale ha saputo ridare voce e corpo al grande sex-simbol italiano, tenuto anche conto del fatto che Letizia era giovanissima quando Moana è morta e che non l'ha potuta incontrare di persona.

Nel corto Intervista impossibile a Moana Pozzi realizzato dall'AMP per l'occasione, da un'idea e con la regia di Mauro Biuzzi, Letizia indossa per la prima volta il famoso vestito rosso che Moana fece copiare da quello indossato da Marilyn Monroe e Jane Russel nel film Gli uomini preferiscono le bionde del 1953, come a suggellare un nuovo anello nella catena immortale del divismo femminile.

 
- Galleria foto di backstage ai set per il cortometraggio
   
 
               
         
 
- Cortometraggio Intervista impossibile a Moana Pozzi.

Regia: Mauro Biuzzi - Interpreti: Letizia Letza, Mauro Biuzzi, Moana Pozzi

Location: nel giardino e nella sede dell'AMP in Umbria.

Sineddoche:

Letizia raggiunge l'isolata rocca nel bosco in cui abita Mauro per intervistarlo su Moana, che aveva spesso vissuto in quella casa misteriosa nei suoi ultimi anni di vita fino a decidere di trasferirsi in quei luoghi poco prima di morire, ma Mauro gli propone di seguirlo in una specie di caccia al tesoro nel giardino della villa, che la porterà direttamente ad intervistare Moana, Moana in persona, che si aggira per quei luoghi indossando il suo vestito lungo e rosso.
Così Letizia, guidata da Mauro, finirà per incontrare Moana incontrando in effetti la parte nascosta di se stessa, vero Avatar divino di Moana, proprio dall'altra parte di quell'occhio specchiante, la telecamera, che è il terzo personaggio presente/assente sulla scena di quel giardino dove Letizia e Mauro credevano di essere solo in due e invece c'era anche il riflesso di Letizia e quello di Moana, che finiscono per diventare un'immagine e una carne sola.
Come nel mito stesso dell'origine del Teatro greco, dell'essenza sciamananica dell'Attore/Dioniso.

Il tema della ricerca della Eva Passata/Futura e del Paradiso perduto/ritrovato, si snoda in un parossistico collage audiovisivo che coniuga la discesa di Dante all'Inferno, guidato da Virgilio per rincontrare Beatrice in un Paradiso oltre la morte e oltre l'identità (alla fine del suo cammino Dante vede nella luce di Dio il proprio volto), con il Machbeth di William Shakespeare [Lady Machbeth: E un uomo voi siete? Machbeth: Lo sono, ed audace. Se io guardo tali cose che al demonio stesso farebbero spavento...là...là...non lo vedi? (allo spettro) Oh, poiché ti è concesso di scrollare le chiome, parla! Il sepolcro può restituire i morti? (l'ombra sparisce)] fino alla trama perfettamente compiuta dello Psycho di Alfred Hitchcock, con tanto di colpo di scena finale: l'imprevisto rituale cannibalistico in cui si compie la tanto desiderata "intervista impossibile" tra Letizia, Mauro e Moana.

Il corto è dedicato a Giorgio Manganelli (quello dell' Hilarotragoedia e, ovviamente, dell' Intervista impossibile a Giacomo Casanova/Carmelo Bene).


- Trailer del corto Intervista impossibile a Moana Pozzi (Premio Miss Moana 2005)
 
Interpreti: Letizia Letza, Mauro Biuzzi - Riprese: AMP

 
 
 
 
Web
  - sito ufficiale di Letizia Letza

 
   
  Lo specchio ovale nella testata è una foto dello specchio dorato con impugnatura appartenuto a Moana Pozzi.
L'immagine riflessa nello specchio è una rielaborazione del disegno La Regina Grimilde nello specchio di Jason Levesque.
La foto di Jane Russel e Marilyn Monroe è tratta dal film Gli uomini preferiscono le bionde di Howard Hawks, 1953.
 
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