| Associazione
Moana Pozzi - Novità -
D'Arino |
| dicembre
2006 |
Manuale di sparizione, pagg. 157/158
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Moana Pozzi: comunque viva
Vivi come se dovessi morire domani, pensa come se non dovessi
morire mai.
UNA DELLE CITAZIONI PREFERITE DA MOANA POZZI
Moana Pozzi è stata dichiarata ufficialmente morta
il 16 settembre 1994 in un ospedale di Lione, a causa di un
cancro incurabile al fegato. Ma c'è ancora chi nutre
seri dubbi sull'autenticità della sua scomparsa. La
Procura della Repubblica di Roma è stata sollecitata
più volte, anche recentemente, a interessarsi delle
circostanze in cui sarebbe avvenuto il decesso della pornostar.
Il sospetto: Moana avrebbe inscenato tutto per rifarsi una
vita. A chiedere l'apertura di una nuova indagine è
stato Brunetto Fantauzzi, editore di un libro sulla vita dell'attrice
e detentore dei diritti su alcune delle sue pubblicazioni.
In un esposto inviato ai magistrati, Fantauzzi e il suo avvocato
hanno sostenuto, dopo dieci anni, molti dubbi e perplessità
sull'accaduto. Affermando, in particolare, di poter dimostrare
che nessuno ha mai avuto modo di vedere il cadavere della
Pozzi (tranne la madre e la sorella, secondo le quali il corpo
è stato cremato e le ceneri sono state sparse sul monte
Cervino, come da precise volontà dell'attrice).
L'avvocato Podestà e Fantauzzi ricordano inoltre che
nessun responsabile dell'ospedale francese ha mai confermato
queste circostanze, né si sono mai svolti funerali
di alcun tipo. |
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Il legale e l'editore hanno quindi avanzato l'ipotesi che sarebbe
stata la stessa pornodiva a inscenare una finta morte, per poter
tagliare i ponti con il passato e rifugiarsi in una località
segreta. Probabilmente l'India. Ipotesi avvalorata da una serie
di dichiarazioni della stessa Pozzi all'apice della sua carriera.
Moana Pozzi ha vissuto il proprio corpo in maniera totalizzante.
Amava parlarne come di uno strumento potente e affascinante,
un'estensione della propria volontà e della propria anima.
Un estremo veicolo di comunicazione. Il suo corpo era in pratica
la sua filosofia, il suo credo. In più di un'occasione
l'attrice dichiarò di non accettare l'idea del decadimento
fisico, né tantomeno l'eventualità di doversi
presentare un giorno al suo pubblico non più bella, non
più giovane e non più Moana nel pieno della sua
prorompenza.
Nelle interviste, la sua sfrontata consapevolezza, insieme a
un'eleganza e a una proprietà di linguaggio inaspettate,
la rendevano autorevole e credibile. In sostanza, pensava realmente
quello che diceva e diceva sul serio quello che pensava. La
pornografia era per lei una forma di realtà e di verità.
Secondo la sua personale visione dell'esistenza, solo la verità,
espressa senza filtri e senza mezzi termini, poteva riuscire
a dare sensibilità e pienezza alla realtà. Definita
come «una Jessica Rabbit in polpa, assolutamente impavida
nel praticare fellatio, cunnilingus e ogni genere di coito davanti
alla macchina da presa o sui palcoscenici a luci rosse, senza
mai perdere la naturale eleganza che le viene dalla buona nascita
borghese», Moana ha conservato e ostentato per tutta la
sua esistenza il segreto, intimo e inevitabilmente pubblico,
di una totale schizofrenia dell'esistenza e dell'apparenza.
Da un lato come sacerdotessa sacrilega di performance estreme,
dall'altro come austera ed elegante signora dalle letture colte
e dalle affermazioni acute. Aveva la capacità di vivere
pienamente gli opposti della sua realtà: dichiarando
una fede pacificata in Dio e nella vita dopo la morte o puntualizzando
la sua avversione per la volgarità, sostenendo al tempo
stesso «il sublime valore dell'oscenità».
Il suo distacco dal mondo è stato inequivocabile, definitivo,
senza condizioni. Esattamente come è stata la sua carriera
e la sua esistenza. Moana Pozzi è morta, ma il suo pubblico
(più ampio ed eterogeneo di quanto si possa credere)
preferisce non accettare completamente il distacco e mantenere
in vita il mito.
Immaginandola lontana e misteriosamente viva e felice, coerente
con il suo personaggio, le sue affermazioni e le sue scelte.
Fedele suo malgrado alle sue ferme convinzioni sull'impossibilità
di gestire, come personaggio pubblico e come donna, l'inevitabile
decadimento del corpo. Quindi Moana Pozzi è viva, in
ogni caso. Lontana e al sicuro, comoda e sorridente, languidamente
distesa nel desiderio collettivo di chi l'ha ammirata e continua
a farlo. Si è allontanata in fretta e in silenzio. Concedendosi
al suo personale buio e alla sua fine nella maniera meno prevedibile
e, forse, proprio per questo più credibile per una pornostar
come lei: senza troppi clamori, senza alcuna visibilità,
con discrezione e candore assoluti.
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