| Associazione
Moana Pozzi - Rosa ringrazia
- Mario Verger |
| gennaio
2006 |
e-mail |
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----- Original Message -----
From: Mario Verger
To: amp@moanamoana.it
Sent: Friday, September 10, 2004 8:16 PM
Gentili signori dell’associazione,
innanzitutto vi faccio i complimenti per il sito.
Ho telefonato al numero di cellulare per comunicarvi che esistono
anche due film d'animazione su Moana Pozzi, usciti a suo tempo
su Fuori Orario di RaiTre e diverse volte inseriti in puntate
monografiche dedicate a Moana di RaiDue.
Bruno Di Marino, notissimo studioso di arte contemporanea ne ha
parlato mettendone un'immagine in copertina nel suo ultimo libro,
"Interferenze dello sguardo", oltre a diversi articoli
dell’epoca sui giornali. Vi invio inoltre il mio curriculum
tratto da un volume che mi riguarda; qualche commento ai miei
due cartoon; inoltre, come avvenne l’incontro che ebbi,
purtroppo per una volta sola, con la "Divina Moana".
Non ho mandato foto dei cartoni in quanto c’è scritto
di non mandare allegati.
Vi lascio, oltre l’email, anche i miei recapiti.
Grazie
Mario Verger
Tel: 06 …….
Cell: ……
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Un fotogramma da "I Remember Moana"
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Ricordo di Moana
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Un'altra persona
interessante che questa mia curiosa professione mi ha portato a
conoscere è Moana Pozzi, l'unica pornostar italiana passata
alla storia.
A presentarmela fu una giornalista amica, Noa Bonetti, che all'epoca
stava scrivendo un libro-intervista sulla nota attrice dell'hard
e pubblicato nel '95 dalla Sperling & Kupfer.
L'incontro con Moana avvenne nella prima metà degli anni
90 in un'elegante sala da thè, vicino alla scalinata di Trinità
dei Monti, nei pressi di Piazza di Spagna. Ad invitarmi fu la giornalista
Noa Bonetti che stava intervistando Moana, senza però rivelarmi
assolutamente l'identità della persona della quale avrei
certo gradito l'incontro. Giunsi da Babington’s – un
posto elegante, molto ‘all'inglese’, con i tavolini
per prendere il thè e i portacenere raffinatamente decorati
– incuriosito dalla persona che, a detta di Noa, mi avrebbe
senz'altro ispirato per un nuovo cartone. Al momento, quando da
lontano vidi, di spalle, la donna sedutale accanto, non sapevo minimamente
di chi si potesse trattare. Giunto al tavolo fui salutato immediatamente
da Noa, mentre la persona che le stava vicino, una donna bionda
dalla carnagione chiara, continuava a celarsi, fin quando alzando
lo sguardo, capii di avere di fronte a me la "Divina Moana".
Questa splendida donna che fino ad allora avevo potuto ammirare
solo in televisione era di fronte a me, ed indossava un bellissimo
tailleur rosso attillato che la rendeva ancora più affascinante
in quel posto così chic. Le due amiche mi invitarono a sedere
con loro ed ascoltai tutti i loro discorsi che andavano dal cinema
alla loro vita privata. Essendomi addentrato in una conversazione
in cui giocava molto l'intimità femminile, Noa Bonetti indirizzò
volutamente il discorso verso la mia singolare passione di ritrarre
a cartoni personaggi dello spettacolo, parlando della versione animata
di Ambra per Blob, la quale, all'epoca, avevo da poco iniziato.
Moana si mostrò totalmente affascinata dalla mia professione,
rivelandomi che da sempre aveva sognato di "diventare"
un cartoon. "Non è un problema", le dissi io, che
allora giravo sempre con una "ventiquattrore", con all'interno
una risma di acetati forati, reggetta, etc; insomma tutto l'occorrente
del cartoonist, e cominciai, scansando le tazze ed i pasticcini,
a tracciare davanti a lei una sua versione 'animata', in cui si
vedeva oltre il suo viso anche il profilo del busto, con un grande
e prosperoso seno. Mostrandoglielo, notai di aver sbagliato qualcosa;
Moana era una donna piuttosto permalosa, e vedendo che l'unica mia
interpretazione grafica fosse quella inerente alla sua carriera
camuffò il suo imbarazzo dicendo, "Veramente a me sarebbe
sempre piaciuto diventare un personaggio delle favole come 'Alice
nel paese delle meraviglie'". Cosicché presi la matita
dermatografica, corressi alcune parti, ed aggiunsi un grosso fiocco
in testa come per farla sembrare una giovane educanda (disegno che
compare come scena finale del film Moanaland, girato in 35 mm dopo
la morte della nota pornostar). A questo punto il volto dell'attrice
prese un'altra espressione, rimanendo estremamente contenta dell'interpretazione
raggiunta. "Lui è un vero genio della matita",
disse Noa a Moana per aiutarmi a vincere l'imbarazzo. "Perché
non fai in cartone animato Alice, con lei protagonista?", mi
chiese la Bonetti riferendosi all'amica, mentre avevo già
in mente tutte le sequenze da tradurre in disegni. Mentre Moana
e Noa continuavano a parlare per mandare avanti l'intervista, pur
ascoltando i loro discorsi, in neanche un'ora riempii 100 celluloidi,
ideando oltre a una Moana-Alice, anche un Andreotti in veste di
Messer Biancoconiglio, un Pannella firma referendum nei panni del
bruco. Finiti i disegni mostrai ciascuna scena alle due donne, le
quali, si mostrarono estremamente incuriosite da ciò che
in breve tempo avevo ideato. "La storia sarebbe questa",
dissi a Moana e Noa, commentando ciascuna sequenza, “Moana-Alice
è una giovane educanda, il cui tutore, ispirato a Licio Gelli,
le legge una favola, 'The History of Italy', una storia d'Italia
dove tutto 'funziona al rovescio'; vi è Pannella in versione
bruco che “E qui”, aggiunsi, “metterei una
frase che dice …’E così da allora Moana decise
di dedicarsi alla carriera del cinema hard’…”.
“Geniale!", disse Noa, mentre Moana continuava a guardare
affascinata la versione a cartoni animati del suo personaggio.
Sui tavolini del Babington’s v'erano dei raffinati portacenere
con decorati sopra dei gatti stile inglese. Noa Bonetti, che era
appassionata di animali ed in particolare di gatti, era tentata
di prenderne uno e portarselo via ma fu frenata dal pudore. Moana
scherzandoci sopra, invitava l'amica a seguire i suoi istinti, ma
Noa non osava per paura d'esser vista. Fu Moana, mentre mi faceva
sorrisi ammiccanti per commentare l'imbarazzo di Noa, che, senza
farsi vedere, prese d'un colpo il posacenere e lo mise disinvoltamente
nella borsa. Usciti da Babington’s, dopo circa 200 metri Moana
fece uscire dalla borsetta il posacenere, con gran sorpresa e piacere
di Noa Bonetti. Ridemmo tutti, e la gente per strada probabilmente
ci prendeva per matti. Verso sera ci salutammo e ricordo che Moana
mi disse una frase come, "Spero che non ti scorderai di me".
Purtroppo, però, quella fu l'unica volta che ebbi occasione
di incontrare quella straordinaria donna che è stata Moana
Pozzi. da "Mario Verger - An Italian Original"
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Un fotogramma da "Moanaland"
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Recensioni a "Moanaland"
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(ri)animare Moana Pozzi
se non l'ineffabile Mario Verger? Dopo aver firmato le avventure
animate di Ambra di cui tanto hanno scritto, l'estroso autore romano
ora ha arricchito il suo gineceo della propria originale filmografia
con un omaggio alla scomparsa pornodiva. "I Remember Moana"
vive di ritocchi fotografici su fotogrammi, manipolazioni, bagliori
di una bellezza ormai bruciata in un cortometraggio appassionato
e sincero che è passato fugacemente dal Palazzo delle Esposizioni
di Roma e quindi goduto da pochi eletti.. Federico Fiecconi
– "Ciak" agosto 1995.
Il Gr2 riportò la notizia della mostra Palazzo delle Esposizioni
esclusivamente per il cartone animato su Moana Pozzi realizzato
dal noto cartoonist Mario Verger, dicembre 1994. Verger
opera un duplice intervento: sul corpo dell'attrice e, al tempo
stesso, sul corpo della pellicola, dipingendovi sopra strati di
colore molto accesi. Si susseguono così spezzoni di amplessi
tratti da vari film interpretati dalla Pozzi, mentre in sottofondo
si sente l'audio di relativi trailers. L'intervento decostruttivo
del materiale porno, frutto oltre che dal montaggio rapido dallo
scontornamento dei corpi in azione all'interno dell'inquadratura,
da una parte realizza un ripensamento estetico dell’immagine
pornografica, rappresenta cioè un'azione ‘a caldo’
che riequilibra la freddezza dell'atto sessuale riprodotto, un tocco
di manualità e di improvvisazione pittorica all'interno di
una struttura doppiamente seriale, costituita dalla sequenza foto-porno-grafica.
Dall'altra si configura come eccedenza di azione e di significato,
un atto dadaista, irriverente e provocatorio.
Bruno Di Marino, "Interferenze dello sguardo. La sperimentazione
audiovisiva tra analogico e digitale", Bulzoni Editore, Roma
2002, p.167.
Svanito come un fiocco di neve, il corpo bianco di Moana ripercorre
da fantasma i nostri anni 80. Piccola Marylin, martirizzata ed esaltata
dal porno, inutilmente santificata dai media, icona femminile di
desideri creativi e di desideri puri, bassi e chiari, impone nel
cinema il suo corpo-macchina sessuale e in TV la sua testa, magnificamente
pensante. Più di tante star grandi e piccole del nostro schermo,
Moana progetta freddamente il suo mito e la sua glorificazione lasciandoci
il suo grande corpo bianco, immacolato ed eterno.
Commento di Gaia Bermani Amaral a "I Remember Moana",
Stracult RaiDue.
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Biografia
di Mario Verger
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Mario Verger negli anni
90 in Italia ha inventato la tecnica del cartone animato, divenendo
in brevissimo tempo uno dei più importanti cartoonist a livello
internazionale. Scoperto giovanissimo da Federico Fellini, e allievo
dei vecchi pionieri dell’animazione italiana, da loro apprezzato
ed incoraggiato, è stato l'unico fin oggi ad aver aggiornato
il linguaggio tradizionale del cartoon classico. Ancora ragazzo
viene scoperto dal produttore Elio Gagliardo, che lo mette a capo
del reparto animazione della Corona Cinematografica. Dopo aver vinto
il Nastro d'Argento, l'Oscar italiano del cinema, poco più
che ventenne conosce Marco Giusti ed Enrico Ghezzi, autori di "Blob",
per cui realizza "Forever Ambra", che presenta giovanissimo
in conferenza stampa alla Rai. Seguono, trasmessi dalla Rai e Mediaset,
"I Remember Moana", "Moanaland", "Tina",
"Milingo the Spirit of Africa", "Giulio Andreotti",
"Wojtyla", "Berluscomic", cortometraggi e mediometraggi
animati considerati dei veri e propri cult movie dell’animazione
anni 90. Ha inoltre realizzato il primo film d'animazione su Papa
Wojtyla, raccogliendo l’attenzione dello stesso Pontefice
Giovanni Paolo II, e dei mass media di tutto il mondo. Mostre e
retrospettive sono state fatte al Palazzo delle Esposizioni a Roma,
al MoMA di New York, al Goethe Institute a Roma, al GAM (Galleria
di Arte Moderna) a Torino, e al Museo d’Arte Contemporanea
"La Sapienza" di Roma. I suoi film hanno ricevuto numerosi
premi internazionali e sono conservati nella Cineteca Italiana,
nella Filmoteca Vaticana e al MoMA (Museum of Modern Art) di New
York. Recentemente, per l’opera svolta, Mario Verger è
stato ricevuto da Sua Santità Giovanni Paolo II.
Dal volume "Mario Verger"– Gagliardo edizioni |
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