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7 dicembre 2009
   Moana Pozzi: incontro-omaggio all'Immaginario Festival




Mauro Biuzzi ed Enrico Ghezzi.



Mauro Biuzzi ed Enrico Ghezzi.


Lun. 07/12/2009 - 11:21

Enrico Ghezzi e Mauro Biuzzi ricordano la sexy diva.

A sedici anni dalla sua morte, Moana Pozzi è ancora, e se possibile sempre di più, un'icona di bellezza, sensualità e trasgressione 'positiva' per gli italiani. Lo dimostrano le celebrazioni sempre più numerose che fioriscono nel nostro paese, a testimonianza di un ricordo che non si spegne e di un affetto ancora molto forte per il personaggio e ciò che esso ha rappresentato, nel bene e nel male, per l'Italia di un paio di decenni fa.

Nell'ambito della rassegna Immaginario Festival, a Perugia dal 4 all'8 dicembre, domenica 6 si è svolto l'incontro-dibattito con Mauro Biuzzi, storico fidanzato di Moana nonché segretario del Partito dell'Amore, e l'autore televisivo e studioso Enrico Ghezzi, i quali hanno ricordato la sexy star e hanno parlato della fiction 'Moana' andata in onda a inizio dicembre su Sky con la bella interpretrazione di Violante Placido nei panni della sfortunata diva.

Il fidanzato di Moana, Mauro Biuzzi, non sembra aver gradito la miniserie televisiva prodotta da Sky. “Con la fiction andata in onda su Sky lo scorso 1 e il 2 dicembre - ha detto - non abbiamo ricordato Moana, piuttosto l’abbiamo dimenticata. Celebriamo Moana perché è morta, ma in tutto ciò c’è poca democrazia, perché si utilizza il ricordo di una persona che non c’è più per creare delle produttività. Forse stiamo celebrando il mondo capitalistico e non Moana”.

Secondo Biuzzi, la fiction di Sky ha dimostrato che il pensiero del Partito dell’Amore, rappresentato da Moana, è riuscito a non essere niente (sul piano dei risultati concreti), ma tuttavia rimane qualcosa se ha mosso la produzione di una fiction. “D’altronde – conclude Biuzzi – cosa aspettarsi da una ri-produzione?”

A questo tema si è allacciato anche Enrico Ghezzi: “Non sono uno storiografo, ma questo voler tornare nel personaggismo italico crea svilimento anziché consacrazione. E poi che cos’è l’osceno? Che cos’è che desta scandalo?”

L’incontro perugino ha offerto l’occasione per parlare di pornografia ed eros, televisione e potere e per dirsi a cose fatte – attraverso i commenti di chi Moana l’ha conosciuta bene - quanta verità ci sia nella serie appena andata in onda su Sky dopo una gestazione complicata: in che misura si è cercato di cogliere la sua grande
umanità e la sua sottile intelligenza, le vicende personali e familiari, le compagnie, le scelte che ne hanno fatto una vera e propria icona, un fenomeno di costume?

Salvata l’interpretazione di Violante Placido, resta cioè da capire se la tv abbia omaggiato oppure abbia tradito quella che è una delle ultime dive dei nostri tempi: una donna affascinante e scomoda, ironica e provocatoria, tenera ed emancipata, consapevole del proprio corpo e della propria femminilità, lontana dai cliché sociali, coraggiosa e determinata nelle battaglie politiche del programma del Partito dell’Amore.

Alessandro Riccini Ricci, direttore artistico dell’Immaginario Festival, presente all’incontro, si è domandato se portare sullo schermo la vita di una donna che è l’antivelina per eccellenza sia non casuale per la tv di Murdoch…


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