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Autodiva - Moana editrice - Introduzione
 
L'idea di prodursi da sola nasce in Moana nel periodo in cui sta lavorando al manoscritto di La filosofia di Moana. Nel marzo 1991, infatti, dopo vari abboccamenti con diverse case editrici, dichiara di voler stampare e distribuire il libro in proprio «piuttosto che accettare tagli, censure, o anche l'impostazione di uno stile diverso dal mio» ("Europeo", 22 marzo 1991) e casomai di appoggiarsi «ad una casa per la distribuzione, ma le spese di stampa e soprattutto le responsabilità di fronte a querele o ad altri problemi legali le affronterei per conto mio» ("La Gazzetta del Lunedì", 5 marzo 1991).

Infine crea una propria casa editrice con il marchio Moana's Club, il cui logo un gatto con in bocca un topo viene ideato da Luca Ronchi, con cui editerà come testa di serie la propria biografia. Ma il suo progetto di autoproduzione non finisce qui. Nel novembre dello stesso anno, infatti, rivela ad "Eva Express" (28 novembre 1991) di voler realizzare una rivista, «un mensile dal titolo: "Il peggio di…", poi un altro libro e un film a Hollywood…».

Di tante idee viene realizzata la sola rivista mensile dal titolo Moana's Club il cui primo numero esce il 1 maggio 1993. Nel frattempo il marchio Moana’s Club si trasforma in Moana’s Club International e il logo del gatto con in bocca il topo viene abbandonato.
La presentazione della nuova rivista si tiene a Roma in un locale primo Novecento di Via del Viminale, La casa del passeggero, il cui nome e la cui ubicazione, accanto a stazione Termini verso piazza Esedra, indicano la funzione di albergo diurno per i viaggiatori di passaggio. Il locale, ristrutturato con saune e palestre negli anni ’80 e già utilizzato da Moana come set nel film Ecstasy, viene scelto anche in questa occasione per la sua fama di luogo di incontri sessuali ambigui. Lo scopo di questa rivista dalla raffinata e particolare grafica è quello di «mettere insieme foto di sesso e non, nel modo più emozionale possibile. È un album privato, un contenitore di immagine raffinate e volgari che mi hanno incuriosito, scelte per raccontarvi il mio mondo» ("Moana’s Club", Album n. 1, 1 maggio 1993).
In questo primo numero Moana ribadisce la sua ammirazione per Andy Warhol, per la grafica anni ’70, per la fotografia di Diane Arbus, per i fumetti erotici, la sua attrazione verso il mondo omosessuale, soprattutto maschile, e rivela al suo pubblico parte dei suoi pensieri segreti e del suo diario.

Tra i prodotti realizzati del Moana’s Club International possiamo annoverare anche la produzione dei due film Amami, (1992, regia Bruno Colella) e Proibito (1993), registrazione e montaggio dell’ultimo spettacolo di Moana.

Rimarranno invece irrealizzati i gadget (orologi da tavolo e salvadanai), le sexy card (bigliettini adesivi), i biglietti di auguri o di invito a feste (di varie dimensioni), di cui esistono soltanto alcuni prototipi, disegnati da Zac e stampati nel 1993 da Veagroup.


 
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