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DIVA CENSURATA
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Diva censurata - Denunce - Cronologia  
   
Denunce per Live Show

1986, 13 marzo - Curve deliziose (anche Dalla Zanzara a Blitz) (Moana prosciolta)

Nel marzo 1986 Curve deliziose fu messo in scena a Roma dapprima al Teatro delle Muse, quindi al Teatro Espero, attrici Cicciolina, Ramba, Moana, Cornelia Oltean, Cecilia Roselli.
Il 12 marzo il giudice Rossini convocò Malù, Moana e Makulalma (Cecilia Roselli) a Palazzo di Giustizia per interrogarle e scoprire se lo spettacolo potesse essere considerato osceno ai termini di legge. Quindi tutta la compagnia venne denunciata, compreso il regista e produttore Riccardo Schicchi, l'impresario ed il tecnico delle luci!
Il 16 aprile si tenne la prima convocazione del processo che, letti i capi d'imputazione, fu rimandato al 5 maggio. Ma il Palazzo di Giustizia di Roma si trasformò in un vero palcoscenico per le attrici convenute.
Il 5 maggio si tenne il processo a porte chiuse, per motivi di ordine pubblico, in cui Cicciolina, Ramba, Schicchi e Matera furono condannati a sei mesi e seicentomila lire di multa, tutti gli altri prosciolti.

Fonti: "Gazzetta di Reggio", Reggio Emilia, 2 aprile 1986; "Corriere della Sera", Milano, 17 aprile 1986; "Giornale d'Italia", Roma, 17 aprile 1986; "Il Messaggero", Roma, 17 aprile 1986; "La Repubblica", Roma, 17 aprile 1986; "Il Tempo", Roma, 17 aprile 1986; "Eva Express", Milano, 1 maggio 1986; D "La Repubblica", Roma, 6 maggio 1986; "Il Messaggero", Roma, 6 maggio 1986; "Giornale di Napoli", Napoli, 13 maggio 1986; "Oggi", Milano, 21 maggio 1986; "Panorama", Milano, 15 giugno 1986.

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1987, 29 maggio - Rivignano, "Old Club" (Moana assolta)

Il 29 maggio 1987 Moana si esibì all' "Old Club" di Rivignano dove era stata preceduta, il 24 aprile, da Ramba. Entrambe le subrette, insieme al loro agente, Riccardo Schicchi, al gestore del locale e all’agenzia che aveva organizzato lo spettacolo, furono denunciati per spettacolo osceno; due spettatori per atti osceni in luogo pubblico.
Il 25 ottobre del 1988 il pretore di Latisana, alla presenza della sola Ramba, destinò il caso alla procura di Udine, rilevando la propria incompetenza rispetto a spettacoli a luci rosse secondo la legge del 1962.
Il 28 giugno 1989 tutti gli attori vengono prosciolti dall'accusa di spettacolo osceno.
Particolarmente interessante le motivazioni della sentenza che riportiamo da "Il Gazzettino", 29 giugno 1989: Il magistrato ha richiamato il concetto di privativa, la libertà di ciascuno di autodeterminarsi. Alla luce di questa interpretazione il concetto di pudore non va costruito né in termini di precetto morale, né in termini di sensazione dell’uomo medio. Si può invece ritenere una duplicazione del comune senso del pudore. Chi va ad assistere ad uno show di Moana Pozzi è consapevole di quale spettacolo lo attenda e al comune senso del pudore dà una valutazione diversa rispetto ad un altro spettatore di un altro spettacolo.

Fonti: 1988.10.26 "Il Messaggero Veneto", Udine, 26 ottobre 1988; “Il Messaggero Veneto”, Udine, 29 giugno 1989; “Il Gazzettino”, Venezia, 29 giugno 1989.

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1987, agosto - Diamante (Cosenza), Discoteca "La Giara", (Moana condannata a 3 mesi)

Nell'agosto 1987 alla discoteca "La Giara" di Diamante si esibirono, ognuna con il proprio spettacolo, Cicciolina, Ramba e Moana, la sola ad avere due date.
Dopo i rispettivi shows Ramba e Moana, alla prima data, furono denunciate dai carabinieri di Scalea. Con loro anche il gestore della discoteca che, inoltre, fu diffidato dal Sindaco a dar luogo al secondo spettacolo di Moana. Nonostante ciò, Moana si esibì nuovamente e al gestore fu ritirata la licenza.
Il 16 settembre 1987 Moana venne sentita dal giudice di Belvedere Marittimo, nell'ottobre Ramba.
Il 2 luglio 1988 Moana e Ramba furono condannate per l'accusa di spettacolo osceno a tre mesi di reclusione ciascuna con i benefici della sospensione condizionale della pena e la non menzione della condanna nel casellario giudiziario.
Fonti: "L'Adige", 19 agosto 1987; "Corriere del Giorno", 19 agosto 1987; "Centro", 19 agosto 1987; "Gazzetta del Sud", 15 settembre 1987; "Corriere Mercantile", 19 ottobre 1987; "Libertà", 3 luglio 1988; "Stampa Sera", Milano, 4 luglio 1988.

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1987, 4 ottobre - Campagna Lupia, "Cotton Club" (Moana condannata a 2 mesi per atti osceni in luogo pubblico)

Il 4 ottobre 1987 Moana si esibì al "Cotton Club" di Campagna Lupia per la serata sul tema Con la tua stella Moana. I carabinieri, presenti in sala, la denunciarono per reato di atti osceni in luogo pubblico in quanto l’attrice durante lo spettacolo "fece alcuni giochi erotici, prima in compagnia di una decina di spettatori sul palco e, verso la fine, da sola con l’aiuto di una frusta" ("Il Gazzettino", Venezia, 28 giugno 1989).
Il processo, tenutosi nel giugno 1989, ha visto Moana condannata a due mesi per atti osceni con i benefici della sospensione condizionale della pena e della non menzione nel casellario giudiziario.
Fonti: "Il Gazzettino", Venezia, 12 ottobre 1988; "Il Gazzettino", Venezia, 28 giugno 1989;

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1987, 17 ottobre - Torino, Cinema Ambra, Super excitation show (Moana condannata a 7 mesi per oltraggio al comune senso del pudore, art. CP 528)

Nel settembre 1987 al Cinema Ambra di Torino andò in scena , per tre settimane consecutive, il Super excitation show, che prevedeva la proiezione di un film pornografico e, di seguito, l'esibizione di alcune pornostars. A turno, una a sera, si esibirono Moana, Baby Pozzi, Ramba e Hula Hop. Il 28 settembre un ragazzo, invitato sul palco da Moana, non solo cominciò a toccarla ma anche, in risposta alla star che aveva esclamato: "Che bei ragazzi siete! Se non ci fosse la polizia vi farei tutti …" grido, entusiasta, "Polizia, per piacere, andate via", incorrendo così nel doppio reato di atti osceni in luogo pubblico e urla sediziose, poi decaduto nel corso dell’istruttoria. Intanto un altro spettatore, anch’esso invitato sul palco da Moana, la baciò sul corpo nudo. Anche per lui il vice questore, presente in sala, configurò il reato di "atti osceni in luogo pubblico". Insieme ai due spettatori venne, ovviamente denunciata, Moana per il medesimo reato. Il processo svoltosi nel giugno 1988 vide tutti gli attori condannati per atti osceni in luogo pubblico: Moana a sette mesi senza la condizionale ma con la non menzione nel casellario giudiziario in quanto doveva rispondere di due reati di atti osceni, i due spettatori a quattro mesi con i doppi benefici di legge.

Fonti: "Stampa Sera", Torino, 17 ottobre 1987; "Giornale Nuovo", Milano, 9 gennaio 1988; "Gazzetta di Parma", Parma, 9 gennaio 1988; "Giornale d'Italia", 9 gennaio 1988; "La Nazione", Firenze, 9 gennaio 1988; "Paese Sera", Milano, 9 gennaio 1988; "Il Piccolo", Torino, 9 gennaio 1988; "La Repubblica", Roma, 9 gennaio 1988; "La Stampa", Torino, 29 giugno 1988.

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1989, 9 dicembre - Servigliano, Cinema "Moderno"

Il 9 dicembre 1989 Moana sui esibì al Cinema Moderno di Servigliano. I carabinieri presenti in sala la fotografarono mentre, nuda, "in concorso con gli spettatori della sala compiva ripetutamente ed esclusivamente, senza alcuna parvenza di varietà, atti osceni" e la denunciarono.
Il 26 giugno 1992 Moana fu convocata nella pretura di Montegiorgio insieme ad altre 5 persone per la contestazione dei reati della violazione degli articoli 105 e 527 del C.P. Al gestore fu constatato anche il reato relativo all'articolo 528, perché aveva offerto uno spettacolo con fini commerciali, avente carattere di oscenità.

Fonti: "Il Corriere Adriatico", 12 dicembre 19889; "Il Resto del Carlino", Bologna, 13 marzo 1992; "Il Messaggero", Roma, 25 giugno 1992.



Denunce generali

1986, marzo Comunicazione giudiziaria per associazione a delinquere (C.P., art. 416), istigazione alla prostituzione e oltraggio al comune senso del pudore (C.P., art. 528)

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1988, maxi processo della Procura dalla Repubblica di Roma.
Nel maggio 1991 il P.M. Alfredo Rossi ha rinviato a giudizio 173 persone tra produttori, registi, distributori, venditori con l’accusa di oltraggio al comune senso del pudore e per associazione a delinquere. Per altre 60 persone, tra cui Moana, il P.M. ha chiesto la contestazione del reato di associazione a delinquere. Alla fine di febbraio del 1992, Moana, Ilona Staller e Riccardo Schicchi e tutti gli altri imputati al processo sono assolti dall'accusa contestatagli.

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Fonti: "L'Unità", 15 ottobre 1987; "Il Tempo", 22 marzo 1988; "Sicilia", 22 marzo 1988; "Corriere della Sera", 29 febbraio 1992; "La Repubblica", 1-2 marzo 1992.



 
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