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La nascita di un simbolo: dallIcona Staller al Partito dellAmore.
Nel 1987 Mauro Biuzzi raccoglie per strada un volantino elettorale rosa di Ilona Staller, stampato per la campagna elettorale che portò alla sua elezione alla Camera dei Deputati nelle liste del Partito Radicale.
Biuzzi conferisce a questo ritratto rosa laspetto di un immagine votiva, sostituendo la goccia che pende sulla fronte della Staller dal suo diadema con una piccola croce e inquadrando il volto in una stretta finestra arcuata. Sempre con unidentica sostituzione di una lettera nel nome di Ilona Staller, ottiene poi il titolo giusto per la nuova immagine: LIcona Staller.
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Lapposizione di questa piccola croce nellIcona Staller serviva a sottolineare il ruolo espiatorio attribuito alla pornodiva dalla società italiana negli anni del generale riflusso dei valori tradizionali e religiosi nel mondo: nellItalia di papa Wojtyla che cristianizzava lest Europa ateo, la pornostar ungherese era vissuta in Italia come una specie di Maddalena postmoderna, votata a quel rosato martirio pubblico che ne elevava a potenza liberatoria il significato strettamente erotico.
Il concetto che lIcona Staller profetizzava trovò poi conferma sette anni dopo, al momento della morte prematura di Moana Pozzi, largamente interpretata dai media in chiave di perdono e di santificazione, quindi come espiazione e redenzione per aver trasgredito alle regole comuni del comportamento sessuale (cosa che non sarebbe successa per una qualsiasi altra donna, nota per il suo sex-appeal o per la sua intelligenza o per la sua bravura o per la sua bellezza, ma che avesse rispettato queste regole).
Dellimmagine ingrandita de lIcona Staller viene fatta una versione su tavola e una su tela (con sottotitolo La Madonna rosa di Chernobyl).
La versione su tavola farà poi parte di una performance filosovietica dal titolo East side story messa in scena da Mauro Biuzzi al Teatro Manzoni a Roma nel 1988.
Subito dopo lIcona Staller sarà esposta in un allestimento degli Incontri Internazionali dArte di Palazzo Taverna a Roma, in una mostra a cura del critico darte Bruno Corà, nel 1989.
Quando nel 1991 Biuzzi fonda con Riccardo Schicchi il Partito dellAmore, questa immagine viene scelta per essere inserita nel simbolo del partito. Il volto della Staller sarà poi sostituito con quello di Moana, a causa della diffida del marito Jeff Koons ad usare limmagine della moglie nel simbolo politico.
La versione su tela dellIcona Staller verrà invece fisicamente utilizzata come stendardo del Partito dellAmore in alcune sue manifestazioni e, in particolare, nel fondale del fan-club per le riprese TV della trasmissione Il postino con Piero Chiambretti e per lallestimento della conferenza stampa dapertura della campagna elettorale allHotel Nazionale, entrambe nel 1992.
De lIcona Staller esiste anche una piccola versione fosforescente incorniciata del 1991, regalo di nozze di Mauro Biuzzi ad Ilona Staller.
Incontri e preliminari.
In seguito ad una campagna di stampa nazionale relativa alla censura e al conseguente ritiro da una pubblica esposizione di unopera di Mauro Biuzzi, La Croce delle Coppie, esposta nel 1990 alla Biennale di Arte Contemporanea di Andora in Liguria, Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini incontrano Riccardo Schicchi, direttore dellagenzia di modelle "Diva Futura". Sulla base di comuni vedute sul tema della sessualità come forma di espressione dalle potenzialità inesplorate, decidono di dar vita ad una nuova formazione politica, il Partito dellAmore, che tenti di concorrere alle allora prossime elezioni politiche dellaprile 1992, che saranno poi le ultime prima di Tangentopoli e dellinchiesta Mani Pulite che porterà allincriminazione per finanziamenti illeciti dei principali esponenti dei partiti politici della Prima Repubblica.
Il primo segnale della perdita del rapporto virtuoso partiti/elettorato fu dato proprio dallespressione del cosiddetto "voto di protesta" nella proliferazione senza precedenti delle piccole formazioni o "partitini" che siscrissero a quella competizione elettorale (247 simboli presentati, 61 effettivamente ammessi a competere, 10.037 candidature alla Camera, il numero più alto della storia della Repubblica) con lobiettivo raggiunto di togliere milioni di voti al consociativismo dei partiti tradizionali (infatti, nella successiva legislatura fu varata una normativa che impediva ad un partito di accedere alle elezioni rappresentando meno del 4% degli elettori).
Il Partito dellAmore si trovò, fin dalliniziale alleanza con il Movimento Pensionati, a portare la bandiera di questa protesta trasversale e spontanea dellelettorato alla "partitocrazia", alla quale fece poi seguito lazione della Magistratura e, nei fatti, la fine dei meccanismi che avevano fino ad allora espresso i rappresentanti dellItalia Repubblicana con il sistema elettorale proporzionale.
Il programma specifico dei fondatori fu in primo luogo quello di trasferire i risultati delloperazione iniziata nel 1987 con la candidatura di Ilona Staller nelle liste del Partito Radicale, nellambito di una formazione autonoma che raccogliesse i movimenti cresciuti intorno al bisogno di riconoscimento di nuovi diritti sessuali in un nuovo partito popolare rappresentato in Parlamento.
Fondazione del PdA.
Il Partito dellAmore, con sede a Roma in via Vittorio De Sica n. 56, viene fondato il 12 luglio 1991 da Mauro Biuzzi, Paola Petino e Riccardo Schicchi, con deposito notarile di costituzione e statuto e con registrazione del contrassegno alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, prot. 3222 del 31 luglio 1991. Il simbolo del PdA è tratto da unopera di Mauro Biuzzi del 1987, dal titolo LIcona Staller (cfr. con il primo capitolo Nascita di un simbolo di questa cronistoria), che raffigura il volto di Ilona Staller, con la sostituzione della goccia frontale del suo tipico diadema con una piccola croce pendente (il Rosario, una croce metallica con il cordoncino rosa, diventerà il gadget tipico del PdA). Quindi il simbolo del PdA sarà un cerchio ombrato con inscritto un cuore trasparente tridimensionale di colore rosa, contenente il suddetto volto di Ilona Staller.
Viene stampata anche la tessera rosa del PdA, con il simbolo in copertina e, allinterno, il decalogo del PdA, le cariche del PdA e il particolare di una rosa.
Mauro Biuzzi e Marcella Zingarini ricoprono la carica di Responsabili Cultura e Propaganda, occupandosi di tutte le operazioni politiche del PdA: immagine pubblica, coordinamento delle campagne di raccolta firme ed elettorale, riscontri delle firme dei sostenitori allAnagrafe comunale, registrazione del contrassegno al Ministero degli Interni, presentazione delle liste dei candidati in Corte dAppello.
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