|
|
| Diva privata - Le automobili - Introduzioni |
| |
Anche le automobili contribuiscono a costruire limmagine pubblica di Moana: la sua attitudine ad estetizzare tutto ciò che la circonda, cade anche su questo oggetto normalmente al centro di attenzioni prevalentemente maschili.
Al tema è dedicata addirittura una voce de La filosofia di Moana, dove si tessono le lodi di alcune note supercars.
Questa passione sembra nascere presto: una sequenza fotografica semi-amatoriale mostra una Moana poco più che adolescente posare appoggiata ad una Porsche 911, con a terra lo striscione di una concessionaria locale. Poi in un'altra sequenza curiosa, probabile opera di Moana, si vede una Fiat 126 nera lucidissima, parcheggiata in una strada di Roma: si tratta della prima macchina di proprietà di Moana, da far risalire alla prima metà degli anni ottanta. La scelta del colore nero è il dato interessante: il nero fu la novità della carrozzeria di quegli anni (come nell'abbigliamento e nell'arredamento), che finì per imporsi nei modelli di tutte le marche e cilindrate, un po come l'arancione negli anni settanta.
Moana confermò questa scelta nella sua prima vera automobile-immagine, l'indimenticabile Mercedes coupé 3500, dove il nero lucido della scocca si abbinava con il rosso fiammante del rivestimento in pelle degli interni: i due colori-simbolo dell'erotismo. Moana infatti fa una serie di ruvide Polaroid che la ritraggono nella Mercedes, con indosso stivaletti arabescati, calzamaglia e maglia arabescata, tutto di colore rosso e in stile country. Pubblicherà questa sequenza, ma in bianco e nero, nella suddetta voce Automobili de La Filosofia di Moana.
Nel 1989 una immagine di Moana seduta nella Mercedes indossando intimo, calze e scarpe nere, comparirà sul suo unico disco Supermacho. Moana legherà la sua immagine a questa auto al punto di guidarla in alcune sequenze dei suoi due film più autobiografici: Ecstasy (1989, regia Luca Ronchi) e Amami (1993, regia Bruno Colella). In Ecstasy la Mercedes nera è lo strumento grazie al quale Moana si nasconde nella notte romana a caccia di nuove esperienze sessuali: come per Crudelia Demon de La carica dei 101, la macchina qui incarna atmosfere di scelleratezza e perdizione. Mentre in Amami, quattro anni dopo e in un opposto clima di lucida e quieta redenzione, la Mercedes è la macchina con cui torna al paese dorigine per trovare il padre al quale, poiché nasconde di essere diventata una ricca e famosa pornostar, racconta la bugia di essersela fatta prestare da un amico. Come in episodi espressivi altrove analizzati, anche nel caso di questa macchina ritroviamo uniti i poli del caratteristico binomio di Moana: innocenza e perversione, santità e dannazione, bene e male.
Nel 1992 acquista una piccola city-car, la Subaru, con la quale ha il suo unico incidente: un forte tamponamento a Roma, senza nessuna conseguenza.
Il suo parco-macchine si allarga nel 1993 con un'altra macchina importante: una Rover berlina, molto più comoda della sportiva Mercedes per i continui e lunghi spostamenti. Anche in questo caso la scelta del colore grigio metallizzato è in anticipo rispetto al grande successo che questa carrozzeria avrà negli anni novanta e fino ad oggi.
Infine, un episodio curioso della campagna elettorale del 1993 quando Moana, per recarsi ad una conferenza stampa a piazza della Pace a Roma, scelse un vestito bianco e affittò una limousine dello stesso colore: tanto era il suo amore per le grandi macchine che non pensò ai vicoli stretti di quel quartiere e dovette arrivare più semplicemente a piedi
|
|
|