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Curve Deliziose (anche La Zanzara Blitz) - 1986
Roma, Teatro delle Muse, marzo 1986
Roma, Teatro Espero, marzo 1986
Attrici: Ilona Staller (Cicciolina), Ileana Caruso (Malù-Ramba), Moana Pozzi, Cornelia Oltean, Cecilia Roselli (Makulalma)
Ideatore, regista e produttore: Riccardo Schicchi
Impresario: Nicolino Matera
La storia e le intenzioni
La Zanzara Blitz, titolo originario di Curve deliziose, fu uno spettacolo importante perché portò il live show dai palcoscenici deputati agli spettacoli hard in uno dei templi sacri del teatro romano, il Teatro delle Muse. Il live voleva essere un omaggio ai venti anni di pubblicazione della "Zanzara", a cui il titolo originario faceva riferimento, il famoso giornale redatto dagli studenti del liceo classico Parini di Milano, che suscitò vivaci reazioni e aspre polemiche perché infrangeva tutti i tabù della morale e dei costumi sessuali di allora.
Secondo Riccardo Schicchi, ideatore, regista e produttore l'intenzione era quella di passare in rassegna «nell'arco dei due tempi
l'evoluzione della morale sessuale in Italia negli ultimi ventanni: a partire dal celebre scandalo studentesco della "Zanzara" (alla fine degli anni Sessanta) per arrivare a "Blitz", preso come simbolo della libertà di oggi, come metro di misura del superamento del cosiddetto "comune senso del pudore".
Ad accompagnare gli spettatori lungo tutto l'arco della rappresentazione saranno i due personaggi-simbolo: una ragazzina dei nostri giorni, allegramente "spudorata", e un maturo castigatore dei costumi.
Durante il primi tempo si esibiranno poi, a turno, Malù, Moana Pozzi e Cornelia. La regina indiscussa del secondo tempo sarà invece Cicciolina, che alla fine si intratterrà con gli spettatori al "telefono rosso"» ("Blitz", 7 marzo 1986).
Lo spettacolo, in cartellone per quattordici giorni consecutivi al Teatro delle Muse, registrò il tutto esaurito e decretò «la definitiva consacrazione di Cicciolina, Malù e Moana Pozzi come le nuove vestali dell'erotismo italiano
Loro tre incarnano tutte le sottili voglie e gli appetiti sessuali che possono nascere in un uomo. In parole povere Cicciolina è l'eterna fanciullina peccatrice, la bimbetta in fiore con gli occhi maliziosi che tutti noi, almeno una volta, abbiamo sognato; Malù, la donna Rambo, è l'incarnazione dei nostri più reconditi desideri di perversione: è la donna dominatrice, un'instancabile macchina del sesso per sconvolgere tutte le nostre frustrazioni; Moana è la malizia, la bambolona sexy che si incontra sul tram e a cui la nostra mano morta non può trattenersi
» ("Blitz", n. 5, 1986).
Grazie al grande successo fu replicato nello stesso mese di marzo al Cinema Espero di via Nomentana. E qui cominciarono i guai
Durante uno degli spettacoli un poliziotto denunciò le attrici per essersi masturbate con oggetti fallici.
Il 12 marzo il giudice Rossini convocò Ramba, Moana e Makulalma a Palazzo di giustizia per interrogarle e scoprire se lo spettacolo poteva essere considerato osceno ai termini di legge. «Ma non l'aveva già visto il giudice lo spettacolo?» - chiese, giustamente, il cronista del "Giornale di Napoli", alle imputate. In soccorso del giudice Moana dichiarò che lo spettacolo prevedeva il cambio di copione e di protagoniste giornaliero e che lo svolgimento dipendeva dalla reazione del pubblico, per cui alcune parti potevano essere più o meno sviluppate ("Giornale di Napoli", 13 marzo 1986).
La prima udienza del processo si svolse il 15 aprile e durò soltanto il tempo necessario a leggere i capi d'accusa; fu, quindi, rimandato al 5 maggio.
La convocazione trasformò il tribunale di Roma in una vera e propria ribalta, come descrive coloritamente il cronista di Il Messaggero (17 aprile 1986) Aldo De Luca:
«Ma Cicciolina, Ramba e Moana, ieri al palazzo di giustizia hanno portato lo scompiglio. Sorridenti, effervescenti e spudorate hanno distribuito baci, carezze e tette al vento per due ore e mezzo. Sono state applaudite, assaltate, assediate e acclamate da una folla di maschi che si muoveva con la forza d'urto di una valanga. Sono diventate un problema di ordine pubblico, protette da poliziotti e carabinieri costretti con gomitate allo stomaco a spezzare il fiato a chi voleva travolgere il cordone. E che dire di quel povero maresciallo che continuava a inseguire urlando e minacciando "se non vi comportate bene vi arresto eh!". E Cicciolina che sbattendo le ciglia rispondeva scoprendo il seno per la gioia della platea che impazziva ogni volta, mentre Ramba tirava su il top nero restando nuda dalla cintola al collo. E i fotografi che sparavano raffiche di flash mentre l'esercito dei "Cicciolini" cresceva e si ammucchiava».
Lo spettacolo fuori programma, era, però, già iniziato con larrivo di Cicciolina: «La pornostar Ilona Staller è arrivata al palazzo di giustizia poco prima delle dieci. Tutta in bianco, orsacchiotto di peluche compreso: al varco del metal detector fa suonare il bip-bip dell'allarme. È stato il beauty-case che è una valigetta di metallo rosa ad attivarlo: il poliziotto esita, ma poi vince il senso del dovere e Ilona viene invitata ad aprirlo. Contiene i suoi rossetti sgargianti, i suoi rimmel, il suo "trucco"
il poliziotto tra l'impacciato e il seccato, con la mano indica la strada e fa "vada vada
".
Con Ilona c'è Ileana Carusio. E il primo giovanotto che la vede esclama :"anvedi c'è pure Rambetta". Le due stelline del "proibito" raggiungono la terza sezione penale, l'aula del processo, e il cancelliere informa che "c'è da aspettare, quasi un'ora".
Intanto inevitabilmente Ilona e Ileana hanno già attirato attenzione. Con il tam tam la notizia fa il giro del palazzo, passa poco e quelli che vogliono vederle diventano subito folla. Uno, un tipo sui vent'anni "made in borgata", si fa largo a pugni chiusi allargando le braccia e grida: "A Cicciolì
scaténate!". E Cicciolina non aspettava altro; oplà e spunta un seno. La risposta della platea è immediata: applauso. E dal mucchio uno strillo: "Sei tutti noi!".
Poi arriva anche la terza imputata, Moana Pozzi, una stangona tutte curve. La situazione comincia a diventare ingovernabile per i poliziotti che ormai son diventati un nugolo. Si sceglie l'unica soluzione possibile: le tre vengono spinte in fretta e furia in una delle camere di sicurezza. Arriva Cornelia Oltean, la quarta divetta e non ha neppure il tempo di sorridere ai fotografi che viene scaraventata anche lei nella stanza. Una foto, una sola, con tutte e quattro: i fotografi cominciano ad implorare e alla fine il maresciallo cede. Il poker di donnine appare e un seno di qua uno di là inizio lo spettacolo fuori programma. Dura qualche minuto, col pubblico in visibilio e i fotografi che impazzano. Giunge l'ora del processo e l'aula magicamente si riempie fino a straboccare, sembra di essere all'Olimpico in curva sud. Non a caso un tifoso urla alla Staller. "Aò ma chi sei Boniek!".
Quanto dura il processo e come va a finire l'abbiamo già detto. All'uscita dall'aula la polizia ha bisogno di rinforzi per portar fuori Cicciolina e le altre. Vengono portate fino ai cancelli poi restano sole: e l'entusiasmo dei "Cicciolini" esplode. Ilona Staller viene abbracciata e baciata, quasi soffocata. E questa fragile ungherese dagli occhi verdi che "vaingirotuttanuda" non si spaventa, e comincia a stampare le sue labbra sulle sue foto formato-cartolina che lancia in cielo e che in tanti si tuffano per pigliarle al volo. Il traffico sulla strada si intasa e poi si sblocca. E lei prima di rifugiarsi in macchina dichiara ai cronisti: "Mi dispiace che il processo sia stato rinviato
avrei potuto spostare in avanti sin da oggi il comune senso del pudore
abbasso il Medio Evo
" E poi sorride, sbaciucchiando tutti i cronisti, maschi e femmine.» ("Il Messaggero", 17 aprile 1986).
Il 5 maggio si tenne il processo, a porte chiuse per motivi di ordine pubblico!, in cui Cicciolina, Ramba, Schicchi e Matera vengono condannati a sei mesi e seicentomila lire di multa, tutti gli altri prosciolti.
Cicciolina commentò: «Siamo tornati nel medioevo
dieci anni fa mi sono masturbata con una rosa, fui processata ma assolta, oggi mi condannano
» ("Il Messaggero", 6 maggio 1986).
Moana e "Curve deliziose"
Per Moana Curve Deliziose rappresenta il debutto in un live show, il primo processo per "atti osceni in luogo pubblico" e la sua prima assoluzione.
Tanto l'importanza dell'evento che Moana le dedica una corposa voce in La filosofia di Moana che merita di essere riportata:
Curve Deliziose
Il 1986 rappresentò l'inizio della mia carriera di pornostar. Da qualche mese ero entrata a far parte dell'agenzia di Riccardo Schicchi, il manager di Ilona Staller, ed insieme avevamo costruito il mio primo live-show: "Sesso telecomandato". Con molte difficoltà Riccardo riuscì a programmare il mio spettacolo insieme a quello di Ilona al Teatro delle Muse di Roma (un locale che fino allora era sempre stato riservato alle rappresentazioni di prosa) e decise di chiamarlo "Curve deliziose". Per tre settimane mi trovai di fronte a una platea di uomini e ragazzi curiosi ed eccitati (c'erano anche alcune donne). Ilona si esibiva nel primo tempo ed io nel secondo.
Nel mio show mi spogliavo e facevo al pubblico domande sul sesso: "Come ti piace far l'amore? Quali sono i tuoi sogni erotici? Cosa mi faresti?". Ma il pezzo forte era quando mi sedevo su una poltroncina di raso bianco, allargavo le gambe e mi masturbavo, poi saliva qualcuno dal palcoscenico, si inginocchiava e mi leccava mentre la gente urlava e applaudiva. Prima della fine scendevo in platea e salutavo il pubblico facendomi accarezzare dappertutto.
Fu un vero successo perché in Italia era la prima volta che si vedeva uno show così spinto. Purtroppo però Ilona ed io fummo denunciate per atti osceni in luogo pubblico, processate e condannate a sette mesi senza condizionale. "Curve deliziose" diventò un "caso" e ne parlarono tutti i giornali per mesi.
(La filosofia di Moana, Moana's Club, Roma 1991)
PS. In realtà dalla stampa risulta che Moana per Curve deliziose fu assolta, mentre fu condannata a sette mesi per lo show del 17 ottobre 1987 al Cinema Ambra di Torino.
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